Giuliano Pisapia: un sindaco rivoluzionario.

Una cosa è certa, Giuliano Pisapia la legge la conosce bene. E’ stata a lungo la sua professione e per molti anni ha partecipato a vararne alcune. Purtroppo, da quando è sindaco di Milano, ha sviluppato il bizzarro vezzo di rispettare solo quelle che vanno bene a lui. Un’attitudine che gli fa sempre più spesso pronunciare la frase “noi andiamo avanti lo stesso”, quando le decisioni della sua “giunta” sono in conflitto con le norme stabilite da Stato o Regione. Un “metodo” che si manifesta di solito quando a essere frenate dalla legislazione sono le pretese di quelli che lo sostennero in campagna elettorale.

Accade nel caso “Leoncavallo” dove, se in conseguenza all’operazione non sarà accertato un danno per le casse del Comune, non sarà stata violata nessuna legge, ma saranno trascurati tutti i reati commessi fino a oggi dagli occupanti abusivi, il mancato pagamento di qualche decennio d’imposte comunali, gli affitti arretrati e la mancata emissione di scontrini fiscali. Privilegi che chi è abituato a rispettare le regole non si sogna nemmeno, in particolare i commercianti abituati a pagare anche l’aria che respirano. Vantaggi che spettano solo a chi è vicino agli arancioni.

Più eclatante (sul piano legale) la trascrizione nei registri del Comune dei matrimoni fra omosessuali contratti all’estero. In questo caso la violazione della legge c’è. Sono stati in molti farlo notare al sindaco di Milano, buon ultimo il prefetto Tronca intimandogli di provvedere alla cancellazione, trattandosi di un istituto non previsto dalla legislazione italiana. Ovviamente si è sentito rispondere “picche” con il solito: “Noi andiamo avanti lo stesso”. Situazione questa ancora da definirsi, che ha anche avuto sviluppi comici quando il sindaco si è detto “indagato” all’insaputa dei magistrati, che non avevano emesso nessun provvedimento nei suoi confronti.

Infine, il caso più recente, quello della legge regionale sui luoghi di culto, andata a rompere le uova nel paniere filo islamico della “giunta” arancione. I suoi effetti vanificheranno quelli dei bandi per i luoghi di culto emessi da Palazzo Marino, cosa che Pisapia e i suoi non potevano di sicuro accettare come qualsiasi altro cittadino abituato ad adeguarsi, pur subendola, alla legge. Com’era ovvio prevedere, anche in questo caso, è arrivata la formuletta di rito: “Noi andiamo avanti lo stesso”, perché mai abbandonare un metodo che funziona, si saranno detti gli arancioni.

Insomma, sognavamo un sindaco rivoluzionario nei metodi, che cambiasse in meglio la città, sorte ha voluto ce ne sia toccato uno, che il rivoluzionario lo fa ribellandosi alle istituzioni, che dovrebbe rappresentare.

Otello Ruggeri per Milano Post