Da Pisapia al consiglio di zona 2, tutti convinti che i cittadini siano fessi

Non amo frequentare le stanze della politica, peri i miei gusti vi si parla troppo rispetto a quanto si produce. Lunedì sera però ho deciso di assistere alla commissione Coesione Sociale, Inclusione e Sicurezza del consiglio di zona 2, dove si discutevano questioni inerenti alla piazza dove abito. A onor del vero è stato meglio di quanto pensassi, l’argomento trattato (il Refettorio Ambrosiano) è stato ben illustrato dal rappresentante della Caritas presente in aula, solo quando la parola è tornata ai politici e ad alcuni cittadini che di apolitico avevano ben poco, la serata ha preso la piega, che mi attendevo avesse fin dall’inizio.

Vi risparmierò le inutili e inconsistenti contestazioni sollevate da alcuni di essi, le polemiche scaturite, le minacce di strascichi legali e qualche atteggiamento sopra le righe cui ho dovuto assistere, concentrandomi piuttosto sulla sensazione di essere trattato da fesso, che ho ogni qual volta sono costretto a rapportarmi con gli esponenti della Giunta Pisapia, compresi quelli che ne costituiscono le espressioni locali.

La convocazione scaturiva dalla necessità di dare un seguitostefano costa alla recente approvazione di una mozione presentata dalle forze di opposizione con il sostegno della Curia, in cui si chiedeva il posizionamento di telecamere di sorveglianza in piazza Greco. Venuto il momento di parlarne, il presidente della Commissione, Stefano Costa (Verdi), ne ha ricordato gli esiti dichiarando “Avevamo già deciso di posizionarle, anzi, estenderemo il provvedimento ad altre vie del quartiere”, parole che fra i presenti hanno suscitato reazioni fra lo stupito e il divertito. Premettendo che Costa ha probabilmente fatto un’affermazione coerente con il suo pensiero, avendo votato favorevolmente alla mozione, gli deve essere sfuggito di mente qual è stato fino a pochi giorni fa l’atteggiamento della maggioranza di cui fa parte nei confronti delle telecamere.

Già prima delle ferie estive, il consigliere Carlo Sorrentino (FdI) per soddisfare le richieste dei cittadini, che sentivano la necessita di un maggiore controllo del territorio, aveva presentato una mozione simile a quella approvata nei giorni scorsi. La maggioranza la bocciò sostenendo che Piazza Greco non presentava nessun problema di microcriminalità o ordine pubblico. La questione sarebbe caduta lettera morta se il cambio della situazione ambientale, dovuta all’apertura del Refettorio Ambrosiano, non avesse permesso di ripresentare la mozione modificandola nei contenuti, cosa che non ha certo influito sull’esito della votazione quanto le firme di 800 cittadini e la lettera della Curia, che hanno messo sotto pressione la maggioranza.

Pressione comunque insufficiente ad allontanare completamente quelli che “volevano già mettere le telecamere”, dalla linea dettata dall’Assessore Granelli secondo cui: “Milano è una città sicura”. Prova ne è che, se non fosse stato per i voti favorevoli di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, grazie al voto contrario di Sinistra per Pisapia e all’astensione di SEL e parte del PD, il provvedimento non sarebbe passato e i cittadini di Greco le telecamere avrebbero continuato a sognarsele. Ci si chiede cosa avrebbe fatto la maggioranza se non “avessero già voluto metterle”?

Passata la mozione, non resta da augurarsi che sia recepita e attuata al più presto. C’è poco da sperare però in una Milano che l’Assessore alla Sicurezza continua a definire sicura, nonostante in meno di 24 ore sia stata accoltellata una diciannovenne sotto casa, rapinata una gioielleria in pieno centro da una banda armata di mazze e pistole e ucciso un ventottenne a pistolettate per strada, senza parlare di tutto il resto.

Otello Ruggeri per Milano Post