Un comitato sfida Curia, Consiglio di Zona e scrive al Cardinale Scola.

Alcuni mesi fa i giornali milanesi riportavano con enfasi la notizia della prossima apertura del “Refettorio Ambrosiano”. Il progetto prevede che nell’ex teatro della parrocchia di San Martino in Greco si apra una mensa con dodici tavoli da otto posti disegnati da artisti affermati, cui si aggiungeranno accessori di design e opere d’arte contemporanea. Dopo l’apertura prevista a maggio, per tutta la durata di EXPO, ai fornelli  si dovrebbero alternare trentuno chef famosi per preparare pasti ai senza fissa dimora. bottura

Un progetto che ha fin da subito fatto storcere il naso a buona parte dei residenti del quartiere, che già ospita una mensa per poveri, due centri di accoglienza per immigrati e l’ingombrante presenza del Leoncavallo. Disappunto aumentato dal non essere stati coinvolti in fase decisionale, nonostante del progetto fosse a conoscenza anche il presidente del consiglio di Zona 2, il piddino Mario Villa, presente ad almeno una delle riunioni della comunità pastorale in cui si parlava del refettorio.

I cittadini che hanno inizialmente agito ognuno per sè, rivolgendosi anche ai propri referenti politici le cui interrogazioni in consiglio di zona non hanno però ancora avuto risposta, si sono coalizzati dopo la scoperta di un’altra iniziativa che si stava realizzando a loro insaputa. Anche in questa seconda occasione, solo il caso ha voluto che si avvedessero di un piccolo cartello di cantiere posto sul retro della canonica, dove si annunciavano i lavori per l’apertura di un’altra casa di accoglienza. Vistisi nuovamente scavalcati su questioni che riguardano il territorio in cui vivono, hanno deciso di costituire il comitato: Greco in Movimento, i cui propositi ci spiegano loro stessi.

“Abbiamo scritto al Cardinale Scola, chiedendo di poterlo incontrare per esprimergli le nostre perplessità sui progetti: Refettorio Ambrosiano e Casa di Accoglienza”, dichiarano i componenti del  neo-costituito comitato. “Le due iniziative, apprese dai cittadini solo grazie alla stampa, hanno fatto sorgere un giustificato sconcerto fra i residenti del quartiere, e noi ci siamo incaricati di dare voce alle loro preoccupazioni”.

“Non si tratta di egoismo – spiegano dal Comitato – Greco è sempre stato generoso e accogliente con i bisognosi, non si è mai opposto alle iniziative di Fratel Ettore,  o ai rifugiati ospitati in via Sammartini e via Stella.  Il suo limitato territorio non è però più in grado di sostenerne altre, sopratutto se non condivise, ma imposte dall’alto da Caritas”. A preoccupare particolarmente i promotori del comitato è l’ubicazione scelta per le due strutture:  “Aprire una mensa per i poveri e una casa di accoglienza ai lati di un oratorio, un asilo nido e a poca distanza da una scuola elementare, racchiudendo il tutto in uno spazio ristretto quale è piazza Greco, senza avere preso precauzioni per il mantenimento del decoro urbano  e della sicurezza,  potrebbe cagionare a Greco gli stessi disagi già sperimentati in altre zone”.

“La nostra non è una posizione intransigente, siamo aperti al dialogo, non ci saremmo altrimenti rivolti al Cardinale, che speriamo vorrà concederci udienza, nel corso della quale esprimeremo anche il disappunto per l’intenzione di chiudere l’unico teatro della zona, per aprirvi il refettorio.  Se così non sarà  – concludono i promotori – ci vedremo costretti a intraprendere altre strade, quali la raccolta di firme fra i cittadini per chiedere alle istituzioni cittadine di bloccare le due iniziative”.

In attesa della risposta del Cardinale, fa piacere constatare, come sono sempre più i cittadini milanesi, che delusi dalla politica, decidono di scendere in campo in prima persona.

Otello Ruggeriper Milano Post