Cascina Conti, secondo la maggioranza è stabile, eppure crolla. Così un edificio storico rischia di andare perduto.

Greco Milanese fino al 1923 faceva comune a sè. Oggi è inglobato in Milano, ma conserva ancora parte delle caratteristiche di un paese, oltre ad alcuni edifici  risalenti a diversi secoli fa.  Fra questi Cascina Conti, uno dei pochi esempi di complesso rurale milanese arrivato quasi intatto fino ai giorni nostri. Edificato intorno al XV secolo, fu abitato fino a metà degli anni ’80, cosa che ne ha favorito la conservazione, ma una volta abbandonato è stato colpito da un lento degrado, che sembrava poter aver fine quando nel 2011 il comune di Milano stipulò una convenzione con un costruttore privato. Purtroppo, quella che fu una notizia positiva per tutti gli abitanti del quartiere, ad oggi non ha ancora portato risultati concreti e una preziosa parte del patrimonio storico, non solo del piccolo borgo, ma di Milano intera, rischia di andare perduto per sempre.

Il contratto fu stipulato il 27 maggio 2011 (a due giorni dalle elezioni), tra il Comune di Milano, rappresentato dal Direttore di Settore Piani e Programmi Esecutivi per l’Edilizia, Architetto Achille Rossi e Massimo Beltrame, in qualità di Amministratore Unico, Legale Rappresentante della Società ” BORGO CASCINA CONTI SRL”. Esso prevedeva:  la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale per complessivi 9.247 mq. di s.l.p. di cui il 20% in regime convenzionato e il recupero della Cascina Conti in parte a funzioni private (residenza) per una s.l.p. pari a mq. 1.145, ed in parte a funzioni pubbliche per la realizzazione di una residenza per studenti e spazi polivalenti al servizio della zona.

Da allora nulla di quanto previsto è stato fatto, così mentre, seppur a rilento, ha preso forma il nuovo complesso residenziale, la Cascina è stata abbandonata a se stessa. Al degrado si sono quindi aggiunti i primi crolli e nulla è stato fatto per mettere in sicurezza le mura che, sempre più pericolanti, incombono sull’adiacente via Carlo Conti. Solo alcuni mesi fa, sollecitati dalle proteste dei cittadini, alcuni politici e rappresentanti della società civile hanno iniziato ad occuparsi della questione.

L’analisi della documentazione ha portato a delle scoperte che non saranno sicuramente gradite ai residenti di Greco. La prima è che sembra che nel contratto non sia previsto un restauro conservativo bensì la semplice edificazione di quanto previsto dal capitolato, anche a scapito della conservazione della cascina stessa. Cosa ancor più grave, in caso d’inadempienza da parte del costruttore, non è prevista possibilità per il comune di poter recedere dal contratto quantificando a priori il danno stimato, ma si aprirebbe anzi una causa Civile con richiesta di danni da parte della Borgo Cascina Conti srl.

A questo punto mentre Silvia Sardone (FI) a livello di consiglio di zona, si occupava di chiedere che fosse verificata la staticità dell’edificio provvedendo a metterlo in sicurezza, il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Pasquale ha deciso a sua volta di vederci chiaro  e ha presentato al Vice-sindaco De Cesaris la richiesta di avere copia della convenzione, stato dell’arte della stessa e la documentazione relativa alla modifica del progetto per il collegamento stradale tra via Sammartini e via De Marchi.

La prima risposta arrivata è quella del consiglio di zona due e ha dell’incredibile. La maggioranza ha chiesto che la mozione fosse ritirata perché secondo i vigili l’edificio non presenta problemi di staticità. Come possa essere considerato stabile un edificio parzialmente crollato appare incredibile, opinione condivisa dal capogruppo di Forza Italia in zona 2 Marzio Nava, che ha rifiutato di ritirare la mozione pretendendo fosse votata. Votazione che ha portato alla bocciatura della stessa con cui la maggioranza si è assunta la responsabilità delle eventuali conseguenze di altri crolli che si dovessero verificare.

A questo punto il destino della Cascina è legato alla relazione dei vigili di cui Marzio Nava ha chiesto copia, a una commissione a essa dedicata che il consiglio di zona 2 dovrebbe istituire e a quanto deciderà di fare Fabrizio De Pasquale dopo avere visionato la documentazione richiesta.

Otello Ruggeri per Milano Post