La giunta Pisapia scatena la rivoluzione del ceto medio.

La portata dei danni inferti a Milano dalla giunta Pisapia è tale da avere superato le previsioni più pessimistiche. Prova ne è che, prima dai tempi delle cinque giornate di Milano, è riuscita a smuovere il ceto medio milanese, inducendolo a distogliere tempo alle proprie attività per dedicarsi alla cosa pubblica. Non siamo ancora alle barricate per strada, ma i molti comitati civici che stanno nascendo per denunciare le mancanze o contrastare le decisioni di palazzo Marino, ne stanno alzando più d’una all’interno dei consigli di zona.

Non c’è zona della città, dove non ne sia sorto almeno uno, se ne contano oramai a decine da tasse_pisapia-2Lambrate, passando per piazza Castello, fino a Gratosoglio solo per citarne alcuni. Tutti impegnati a battersi contro il degrado e l’insicurezza in cui versano buona parte dei parchi e delle vie cittadini, mentre altri si oppongono a qualche opera inutile e dispendiosa delle tante messe in cantiere dall’amministrazione,  senza considerare i danni che avrebbero arrecato a cittadini e commercianti.

I primi fra questi, pur dovendo talvolta piegarsi all’arroganza degli arancioni, hanno già ottenuto risultati importanti. Sono state bloccate modifiche viabilistiche che avrebbero devastato interi quartieri, bloccate opere che ora segnano il passo a causa del confronto con i residenti cui è stata costretta l’amministrazione e sempre più spesso lo scalpore suscitato dalle denunce fatte, costringe la giunta a interventi di ordine pubblico e bonifica ambientale. Grazie al lavoro di questi cittadini, le mancanze della giunta vengono sempre più spesso alla luce, costringendo anche la stampa amica degli arancioni a parlarne.

Manca solo l’ultimo passo perché la pressione fin qui esercitata sulla giunta da questi gruppi di cittadini diventi irresistibile: devono unirsi.  Se cominciassero a coordinarsi, scambiandosi esperienze fra loro e prestandosi di volta in volta a sostenere le manifestazioni degli altri, la loro capacità di mobilitazione diventerebbe pari a quella fino a oggi messa in campo solo dalla sinistra. A quel punto difficilmente la maggioranza potrebbe ignorarne le ragioni. Succederà, è nell’ordine naturale delle cose, basta aspettare.

Come capita a tutti i contestatori che salgono al potere, Pisapia e i suoi hanno dimenticati gli slogan che scandivano prima di ottenerlo. Uno di questi recitava: “Un pueblo unido jamas sera vencido”.  Presto quel “pueblo” li travolgerà.

Otello Ruggeri per Milano Post