VIA ADRIANO DEGRADO E MORTE. Sardone (FI): “Comune avvisato ma nega l’evidenza”

Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto in via Adriano alle 22.40 di domenica, in un edificio abbandonato abitualmente occupato da clochard di varie etnie. Si tratta di un marocchino venticinquenne con precedenti per spaccio e reati contro il patrimonio, che secondo i primi accertamenti sarebbe precipitato dalla tromba delle scale morendo sul colpo. Giunta sul posto la Squadra Mobile non ha potuto fare altro che accertarne il decesso, iniziando poi gli accertamenti necessari per stabilire le cause della caduta. Tra le ipotesi al vaglio anche quella che la vittima fosse in compagnia di altri senzatetto ubriachi, che potrebbero averne causato anche involontariamente la caduta.

La prima ad intervenire sul fatto Silvia Sardone (FI), consigliere di zona “ particolarmente attiva nel quartiere Adriano: “Da tempo – spiega la Sardone – sono segnalate occupazioni sia nell’edificio teatro della morte del cittadino nordafricano sia nei fabbricati limitrofi. Sbandati e delinquenti sono ormai abituali frequentatori di questi stabili che diventano zona di spaccio o luogo per passare la notte sotto un tetto. Ho presentato mozioni e interrogazioni sull’aumento sconsiderato di occupazioni abusive proprio in questi edifici senza alcun riscontro da parte del Comune”.

“Si tratta di palazzi abbandonati – continua la Sardone – da cui spesso partono anche spedizioni per furti nelle abitazioni del quartiere. Proprio in questi giorni il Comune ha risposto a un’interrogazione a proposito della criminalità crescente intorno al supermercato a fianco dell’edificio dove è stato ritrovato il cadavere, negando la presenza di malintenzionati nonostante ci fosse stata persino una raccolta firme tra le mamme del vicino asilo, il cui giardino, nelle ore notturne, diventa spazio abituale per senzatetto e spacciatori”.

“Per la giunta di sinistra questo quartiere è tranquillo, eppure  giugno 400 persone sono scese in strada in maniera autonoma, per protestare contro gli insediamenti rom, mentre la settimana scorsa c’è stato un incendio nelle villette di Via Tognazzi, da tempo luogo privilegiato per occupazioni notturne e ora pure il cadavere in Via Adriano. Non è possibile continuare a subire passivamente l’aumento della criminalità. Siamo stufi di un Comune che a ogni segnalazione fa finta che i problemi siano ingigantiti dai cittadini o addirittura li nega in maniera scandalosa. Il Quartiere Adriano – conclude Sardone – rischia di essere inteso come periferia abbandonata, alimentando la percezione che possa diventare rifugio sicuro per malviventi e sbandati”

Nel pomeriggio il vice-sindaco De Cesaris ha ribattuto alle accuse dichiarando:  “Sono due anni che abbiamo comunicato ad Aler la nostra piena disponibilità a prenderci in carico l’area di via Adriano”  per “concludere la bonifica dell’area, al posto di Aler inadempiente” , “Aler ritiene imprescindibile la valorizzazione delle volumetrie, opponendosi al trasferimento dell’area”. Versione dei fatti che non è piaciuta alla dirigenza Aler, che ha risposto alla De Cesaris con un comunicato: “Aler Milano sottolinea l’esistenza di uno specifico accordo di programma siglato dallo stesso Comune di Milano, da Aler e da Regione Lombardia, finalizzato alla valorizzazione di quell’area. L’Azienda aveva infatti acquistato la superficie per 15.700.000 euro. Ciò premesso, si precisa che Aler Milano – come già manifestato in svariate precedenti occasioni – è disposta a cedere l’area in questione, come confermato dalla proposta di permuta già inviata al Comune, che consentirebbe all’Amministrazione la piena disponibilità della superficie. Aler Milano è perciò assolutamente favorevole al passaggio di proprietà dell’area, purché vengano rimborsati all’Azienda i costi sostenuti per l’acquisizione della stessa, che non può essere ceduta a costo zero, per evidenti ragioni di responsabilità erariale”.

In pratica la giunta, pur avendo ricevuto la disponibilità da Aler di cedere gli immobili, non ha voluto o potuto pagarli e purtroppo per gli arancioni, non tutti gli immobili si possono semplicemente espropriare.

Otello Ruggeri per La Critica