PIETRO TATARELLA E LE POLEMICHE MILANESI. La ruota gira e non siamo noi a spingerla

Ieri Pietro Tatarella si è prodigato nel difendere se stesso da quella che ha definito “una campagna mediatica volta a screditarlo”. Fatica inutile. In politica si combattono le idee e i metodi, non certo gli uomini che se ne fanno portatori. Di quelli poco sappiamo e meno ci interessa.  Fatta salva la sua persona, a non piacerci  sono le sue proposte – per come le ha spiegate non per come inventiamo siano – e il modo con cui è riuscito a concretizzarle.  A noi è sembrata una manovra di palazzo messo in opera da una parte del partito a scapito di un’altra. Lui dice di no. Questione di opinioni. Molto probabilmente ognuno si terrà la sua.

Quello che fatichiamo a comprendere è la pretesa di  contenere le espressioni di dissenso all’interno della segreteria di Forza Italia mentre lui le sue idee le va sbandierando su tutti i giornali. Una visione delle cose a dir poco bolscevica. Senza contare che il dissenso espresso da lui e chi lo ha appoggiato nei confronti di Fabrizio De Pasquale, è stato manifestato con una lettera spedita a Mariastella Gelmini il cui contenuto è però misteriosamente arrivato alla stampa, che lo ha diffuso prima che se ne discutesse in quelle che lui stesso ritiene le opportune sedi. Ci lasci quindi dire in pace quello che pensiamo, non c’è nessun tentativo di screditarlo in corso, siamo semplicemente in disaccordo con lui ed esprimiamo la nostra opinione. Se mai avessimo in qualche occasione riportato male il suo pensiero, la sostanza non cambia: siamo contrari a qualsiasi tipo di accordo e collaborazione con la giunta Pisapia in qualunque forma sia espressa.

Non si guardi da noi che gli parliamo alla luce del sole, ma da quelli che lo criticano alle spalle nei corridoi della politica. Gli stiamo solo mostrando le diverse sfaccettature di una realtà che oggi lo vede vincente, ma domani gli si potrebbe rivoltare conto, perché una cosa è certa, nel partito in cui milita sono poche le persone di cui fidarsi e molte non esiteranno a voltargli le spalle quando non servirà più i loro scopi. E’ successo più volte ad altri negli ultimi mesi, a partire da quando Giulio Gallera forte di numeri allora a lui favorevoli impose Fabrizio De Pasquale come capogruppo in consiglio comunale. Scelta che dal nostro punto di vista, sul piano pratico, fu più che azzeccata… quello che ne è seguito oramai è una storia che abbiamo raccontata per filo e per segno e Tatarella la conosce sicuramente meglio di noi. Faccia tesoro di quanto sa per fare la cernita fra amici, nemici e semplici osservatori.

Otello Ruggeri per La Critica