TATARELLA E CASTELLANI RINGRAZIANO. Magnolia: nulla di fatto, ma son tutti felici e contenti

Oramai Milano si sta trasformando nel laboratorio del ridicolo. Per sopire la sollevazione politica e popolare contro il taglio della magnolia di piazza Cordusio, sono bastate una promessa e qualche panzana di regime. La promessa è quella fatta dall’Assessore Rozza di “esaminare con l’agronomo che assiste i tecnici comunali, lo spostamento delle due magnolie all’interno dell’aiuola”, la panzana è quella del sindaco Pisapia che ha attribuito alla giunta Moratti il progetto di abbattere la pianta.

La prospettiva di spostare l’albero è fuori di ogni logica sia perché, potrebbe comportare gravi danni alla salute della pianta (non serve un agronomo per capirlo), sia per i costi dell’operazione ben superiori a quelli che si sosterrebbero deviando di qualche decina di centimetri il percorso della ciclabile. Non occorrerebbero dei grandi lavori di allargamento del marciapiede, alcuni tratti della sbandierata ciclabile di viale Tunisia non superano il mezzo metro di larghezza, non si vede perché non si potrebbe fare altrettanto lì.

A smentire Pisapia ci sono invece le parole di una persona cui il sindaco non può opporre nessuna obiezione: lui stesso. Fra le accuse mosse all’amministrazione Moratti, che gli hanno disgraziatamente permesso di ottenere la guida della nostra città, c’era per l’appunto quella di avere finanziato, ma non terminato la progettazione degli itinerari Duomo-Monforte e Duomo-Sempione che era in corso di affidamento ai tecnici di MM. Delle due l’una, o travisava i fatti allora per ottenere un risultato, oppure l’ha fatto oggi per coprire una magagna.

A fronte di questo premesse, da opposizione e cittadini ci si sarebbe attesi un atteggiamento sospettoso e guardingo invece dello sperticarsi in lodi e ringraziamenti che si è verificato. Infatti, il “Comitato Castello” ha emesso un comunicato in cui definisce “una soluzione positiva” il non auspicabile spostamento della pianta, che è l’esatto contrario di quanto chiedevano cioè, la deviazione della ciclabile. Un atteggiamento che non si sa se dovuto a sintomi della Sindrome di Stoccolma o dall’avere soddisfatto quel desiderio di attenzioni e visibilità che bastano ad appagare alcuni. Fatto sta che non si capisce cosa hanno di che gioire i “castellani”.

L’opposizione invece si è espressa per voce del nuovo capogruppo di Forza Italia, Pietro Tatarella, che ha addirittura ringraziato Pisapia per l’attenzione prestata alla questione, sorvolando forse per distrazione sulle inesattezze dette a riguardo della giunta Moratti. Per dirla tutta, nel ringraziare, per il possibile trapianto si è anche allontanato di molto dalle posizioni dei suoi colleghi consiglieri che minacciavano – Fabrizio De Pasquale in testa – di incatenarsi al tronco se avessero provato a spostare la magnolia di lì. Forse Tatarella, impegnato dall’andare a braccetto con Mardegan e Bove per costruire il grande centrodestra che vorrebbe Berlusconi, ha voluto zelantemente imitarne anche le politiche nazionali offrendosi come stampella alla giunta di arancio rossa milanese.

Peccato che nel farlo, non si sia reso conto di essere il primo forzista che da tre anni questa parte dice grazie a Pisapia.

Otello Ruggeri per La Critica