GLI ARANCIONI CI PROVANO. Regolamento bulgaro per bloccare l’opposizione

Giro di vite sui tempi di discussione delle delibere in consiglio comunale aboliti i subemendamenti, 5 minuti al massimo per intervento, microfono aperto a ogni consigliere solo una volta per delibera. E perfino una opzione “reset”,  con cui  la maggioranza in aula potrà chiedere di votare il testo originario facendo cadere tutti gli emendamenti. Queste sono solo alcune delle incredibili norme inserite nella bozza di modifica del regolamento sull’organizzazione e il funzionamento dell’aula di palazzo Marino, presentata oggi in commissione Affari istituzionali.

Una bozza dal sapore ben più che illiberale che ha fatto infuriare le opposizioni, ma vediamo altre delle meraviglie che vi sono contenute: programma dei lavori del consiglio,fissato per trimestre e calendario delle sedute stabilito per mese, “con l’indicazione del tempo complessivo da dedicare ai singoli argomenti”, non più “tenendo conto delle priorità bensì sulla base delle proposte del sindaco, della giunta e dei gruppi”. Si riducono anche i tempi per depositare gli emendamenti,  non più fino alla chiusura del dibattito generale sulla delibera, ma fino alle 12.30 del giorno precedente all’inizio della discussione.

Non sara’ più vincolante inoltre la conclusione dell’iter istruttorio di una delibera: se la commissione competente non la licenzierà nei tempi previsti dal calendario, il presidente del consiglio comunale   la potrà iscrivere ugualmente nei lavori d’aula  Ogni gruppo avrà però a disposizione un “bonus” (uno per tutta la durata della consiliatura) per stoppare un provvedimento e derogare alla durata della discussione fissata in programma. La conferenza dei capigruppo non avrà più la facoltà di decidere contingentamenti di tempi, deroghe sulla durata degli interventi, accorpamenti di proposte. Viene anche introdotta per l’aula di palazzo Marino la “finestra” delle “interrogazioni a risposta immediata”, se presentate da almeno un decimo dei consiglieri entro due giorni prima l’inizio della seduta, da discutere in aula almeno una volta al mese. Tempi ristretti anche per questi dibattiti: due minuti per il firmatario per illustrare l’interrogazione, 4 minuti al massimo per il sindaco o l’assessore che risponderà  in aula. Infine, un quinto dei provvedimenti nel programma sarà riservato alle proposte della minoranza

 Il centrosinistra conta di esaminare il testo nelle prossime settimane, per arrivare a un testo definitivo da portare in aula attorno alla metà ottobre, dopo l’approvazione del Regolamento edilizio.  Sembra però improbabile che ciç possa avvenire visti i propositi battaglieri dell’opposizione. Riccardo De Corato, capogruppo di FdI in consiglio comunale ha infatti dichiarato: “Parlare di regolamento bulgaro e’ un eufemismo. Pisapia si prepari a passare in aula il suo ultimo anno e mezzo da sindaco, perché faremo di tutto, usando il regolamento vigente che ce lo permette, perché  non passino queste modifiche fatte ad hoc per chi governa e per strangolare l’opposizione, ma noi ci metteremo di traverso per mesi per impedire che passi questa porcheria fatta contro l’opposizione”. Opinione che ricalca quella espressa da molti altri componenti dell’opposizione.

E’ sempre un pericolo lasciare le regole della Democrazia in mano a chi non la conosce.

Otello Ruggeri per La Critica