IL CALIFFATO DI VIA PADOVA. Silvia Sardone (FI): “Sporcizia ovunque e minacce agli ispettori AMSA”

Non essendo ancora abbastanza numerosi e armati adeguatamente per imporre la sharia all’interno laboratorio culturale di viale Padova, i molti musulmani che lo abitano per ora si limitano a imporre con la prepotenza i loro usi e costumi in quella parte della città. Fra questi sembrano esservi il gettare rifiuti di ogni genere lungo i marciapiedi dove si accumulano formando cataste maleodoranti e antigeniche e il minacciare gli ispettori dell’AMSA che cercano di scoprire chi siano i colpevoli degli abbandoni .

A denunciare la situazione segnalata dai pochi residenti italiani ancora rimasti in zona è il consigliere di zona 2  Silvia Sardone,: “L’emergenza rifiuti in Via Padova e nelle vie limitrofe – commenta la – è veramente incredibile. I cittadini della zona continuano a fare segnalazioni per i cumuli di rifiuti voluminosi, dai materassi agli elettrodomestici ma non solo, che vengono costantemente lasciati da extracomunitari a ogni ora del giorno. L’Amsa rispondendo a una cittadina infuriata ha ammesso di essere in difficoltà, dicendo inoltre che alcuni immigrati hanno assalito verbalmente e minacciato un loro ispettore che stava controllando lo scarico abusivo già esistente in Via Arquà”.

AMSA, che per fortuna sembra immune da condizionamenti “ammette – continua la Sardone – che gli extracomunitari della zona continuano a liberarsi di materiale proveniente da attività private come traslochi  o sgomberi cantine”.  Il sindaco , messo alle strette dai cittadini che si lamentano sulla sua pagina Facebook, “parla di comportamenti incivili, di provvedimenti da prendere”,  ma come spesso accade quando si tratta di impegni presi da Pisapia la natura di questi interventi è ancora oscura, sia nelle modalità, sia nei tempi.

“Risulta incredibile – continua la Sardone –  che nella Milano di Expo ci siano intere vie dove la raccolta rifiuti è resa difficoltosa e gli operatori e ispettori sono addirittura minacciati da coloro che scaricano abusivamente. Ci troviamo in una zona dove gli italiani hanno paura ad uscire di casa e dove l’illegalità è talmente l’abitudine che gli immigrati si sentono in diritto di rendere chiaro e evidente a tutti che quel quartiere è ormai loro e possono gestirlo  come preferiscono. Gli abitanti di Via Padova sono stanchi di degrado e soprusi, fanno persino fatica a svendere le proprie case visto che, ovviamente, vorrebbero lasciare questa periferia abbandonata”.

“E Pisapia che, per anni, ha parlato di Laboratorio Via Padova, di inclusione e integrazione non si rende conto dello stato pessimo di questa zona dove la convivenza tra etnie è un miraggio e la criminalità è la vera protagonista ogni giorno. Se persino Amsa ammette un grosso problema di ordine pubblico oltre che di sicurezza e sanità per gli abitanti della zona, il Comune cosa aspetta a intervenire con maggiori controlli e più presenza delle forze dell’ordine? Le scene di cumuli di rifiuti ogni giorno ovunque – conclude Sardone – sono il biglietto da visita di questa sciagurata giunta”

Insomma, in attesa della sharia per intanto in quella zona di Milano regna la sozzeria.

Otello Ruggeri per La Critica