SECCHIATE D’ACQUA PER I POLITICI. Docce fredde per i milanesi

Mentre Giuliano Pisapia e quasi tutti i futuri candidati alla sua poltrona si tirano secchiate d’acqua in testa, per i milanesi continuano le docce fredde. Nulla da eccepire sull’intento benefico dell’ice bucket challenge. Ben venga ogni contributo alla ricerca di una cura per una malattia terribile come la SLA, ma anche i cittadini di Milano si meriterebbero che qualcuno si occupi dei loro problemi.

Purtroppo quelli che sono appena rientrati o che si accingono a farlo, troveranno una città simile se non peggiore a quella hanno lasciato i primi di agosto, cosa che chi non è andato in ferie ha provato sulla propria pelle nel corso di tutto il mese. Così, alla batosta fiscale, in buona parte costituita da imposte comunali, che attende tutti in questi giorni, si aggiungeranno i disagi dovuti a una serie di situazioni rimaste irrisolte e in molti casi aggravatesi.

Il Seveso e il Lambro continuano a straripare con sempre maggiore intensità bloccando buona parte della città. Non sono stati presi provvedimenti immediati, né presentati progetti, ed è ancora lontana dal venire eseguita la pulizia del percorso sotterraneo del primo, la cui portata è notevolmente ridotta dai detriti che vi si sono depositati. La voragine in corso di porta Romana è ancora lì, esposta alle intemperie con il rischio che si allaghi andando a compromettere la staticità del palazzo che vi si affaccia sopra. I lavori di ripristino intrapresi con tanta enfasi sono stati interrotti dopo due giorni e da allora i residenti del posto non hanno più visto nessuno mettervi mano.

Per un’occupazione risolta ne sono venute altre d’ogni genere. Persino piazza della Scala è stata espropriata per un giorno senza che un vigile facesse capolino per ristabilire la legalità, né un solo rappresentante della giunta denunciasse l’illecito avvenuto. Interi caseggiati sono preda del racket delle occupazioni. In alcune zone gli inquilini sono letteralmente terrorizzati e il degrado è tale da avere attirato l’attenzione dei TG nazionali. Anche in questo caso dalla giunta nessuna reazione se non il rimbalzare la responsabilità ad altri che, stanchi di quest’atteggiamento degli arancioni si sono affrettati a rispedirle rumorosamente al mittente.

I giardini di porta Venezia sono ancora trasformati in un campo profughi e versano in condizioni igieniche indecenti, mentre in quelli di via Marina persistono i campeggiatori abusivi e nei parchi di tutta la città continuano a svolgersi feste sudamericane non autorizzate. I venditori abusivi continuano a esporre la loro mercanzia sui marciapiedi della città e nei pressi dei mercati, spesso con i vigili parcheggiati a pochi metri che li ignorano fare controlli amministrativi sui commercianti legali.

La pedonalizzazione di piazza castello continua a essere un pugno nello stomaco della città, passando senza soluzione di continuità dallo stato di landa sozza e desolata a quello di festa paesana fino a trasformarsi in suk mediorientale. Uno spazio in cui regna l’anarchia, riservato a pedoni e biciclette in cui per qualche misterioso motivo si sono spesi migliaia di euro per realizzare una modernissima pista ciclabile.

Solo in stazione centrale si nota qualche segno di miglioramento, merito di Ferrovie dello Stato e della Prefettura che, in assenza d’interventi da parte del Comune, hanno deciso di metterci mano per riportare alla decenza il luogo deputato ad accogliere la maggior parte dei visitatori che arrivano in città. Troppo poco però per ribaltare una situazione, fatta di troppe problematiche irrisolte che stanno trascinando Milano sempre più in basso nelle classifiche di gradimento italiane e straniere.

Bentornati milanesi.

Otello Ruggeri per La Critica