TUTELARE LA LEGALITA’ A MILANO? Manca l’indicazioni politica!

Durante il mese di agosto molti lettori erano assenti, ci sembra quindi doveroso riproporre alcune degli articoli riguardanti le vicende più rilevanti che hanno interessato la nostra città in questo periodo. Questo articolo fu pubblicato il  12/08/2014:

Nel marasma di informazioni reperibili sul web, talvolta capita di imbattersi in notizie che non è un esagerazione definire agghiaccianti. Fra queste va sicuramente annoverata quella pubblicata sulla pagina Facebook del comune di Milano da un semplice cittadino.

Questi, lamentandosi di non avere ricevuto nessuna attenzione da parte delle autorità, esordisce scrivendo: Scrivo in formato “lettera aperta” il messaggio inviato ben due volte tramite Posta Elettronica Certificata al Capo della Polizia Locale e all’Assessore Granelli. Segue poi una lunga lettera – che linchiamo in seguito –narrante la vicenda che lo ha visto protagonista. In essa ci ha particolarmente colpito una frase :  Presente un agente all’interno di una macchina della Polizia Locale, ho richiesto il suo intervento. Mi ha risposto che era impegnato nella verifica di cartelli di divieto sosta… e che comunque non era in grado di multare i velocipedi perché “mancava l’indicazione politica”.

Manca l’indicazione politica? Gli agenti della Polizia Locale sono chiamati a fare rispettare sia i regolamenti comunali, sia le leggi dello Stato, non certo ad occuparsi di politica, ma mentre sui primi hanno la possibilità di adeguare la propria azione secondo la discrezionalità suggerita dalla giunta in carica, le seconde devono applicarle sic et simpliciter senza porsi la domanda se ciò che stanno facendo possa essere contrario al pensiero politico degli assessori in carica. In questo caso, trattandosi di un infrazione al Codice della strada, è inaccettabile che non sia stata sanzionata per soddisfare il supposto desiderio di qualche arancione che non gradisce tale norma.

Purtroppo se la tolleranza verso chi non rispetta la legge ha origine da quelli che governano la città tende a spargersi come una metastasi, fino a intaccare il senso del dovere di chi indossando  una divisa dovrebbe essere il primo baluardo contro l’illegalità. Quello che si sta generando a Milano è un lassismo diffuso di cui i primi a prendere coscienza sono quelli che le regole vogliono infrangerle.

Partendo dal permettere che immobili comunali siano occupati senza che il Sindaco chieda al Prefetto di sgomberarli, passando per il lasciare che i marciapiedi del centro siano invasi da venditori abusivi, che nei parchi si tengano feste etniche senza nessuna autorizzazione, assecondando invece che perseguendo i writers … fino ad arrivare a regalare edifici a chi se ne è impossessato con la prepotenza, la giunta arancione da quando si è insediata non ha fatto altro che l’esatto contrari di quello che si proponeva cioè: educare.

Proposito che abbiamo sempre criticato ritenendo che governa si debba pensare ad amministrare, che l’educazione spetti ad altri, ma sarebbe stato comunque meglio della diseducazione civica che ora la fa da padrona in città a scapito di quelli che invece il rispetto del proprio prossimo e dei beni comuni sanno bene cosa sono.

La lettera completa la potete leggere qui.

Otello Ruggeri per La Critica