DA ARANCIONI AD AGENTE ARANCIO. E i Milanesi provano a salvare il verde cittadino

Lodevole iniziativa quella dei 151 condomini che si sono presi cura di altrettante aiuole, sopperendo alle mancanze (motiveremo in seguito questa affermazione) della giunta comunale. I milanesi, in particolare in zona di via Washington, dove sussiste un percorso di due chilometri costellato di giardini e aiuole accudite dai residenti, hanno dimostrato di amare la loro città sfoderando il pollice verde.

2I numeri parlano chiaro, dal  2009 ad il giardinaggio in prima persona è aumentato del 116%, facendo salire le collaborazioni con il Comune da 175 a 379 per complessivi 227 mila metri quadrati di verde pubblico curato da privati. Sono ventitre  i milanesi che hanno chiesto di potersi occupare di aree verdi garantendo la loro pulizia e manutenzione, mentre 205 sono state affidate a società, aziende private e associazioni.

Resta da capire se tanto zelo sia motivato solo dalla passione o a stimolarlo sia stata la necessità di porre rimedio all’incuria che ha colpito molte delle aree verdi cittadine, nonostante parte delle tasse pagate dai cittadini fossero destinate anche a questo scopo. Sarebbe lecito attendersi uno sgravio delle  imposte pari a quanto risparmiato grazie alla buona volontà dei milanesi.

3Sarebbe riduttivo però ridurre a una questione economica un problema che investe il decoro di Milano. La giunta (ora motiviamo) tradendo i tanti proclami ecologisti fatti si è dimostrata assolutamente inadeguata a svolgere questo compito. Il verde milanese è stato in buon parte abbandonato a se stesso, lasciato in balia di vandalismi di ogni genere e cosa ancora più grave, talvolta sono state proprio le decisioni dell’amministrazione a causarne la rovina.

E’ inutile farvi l’elenco delle segnalazioni fatte da cittadini di tutte le zone per denunciare parchi e giardini preda del degrado, ove si svolgono feste non autorizzate che ne ricoprono i prati di rifiuti senza che l’amministrazione intervenga. Ne è pieno il giornale di articoli che ne parlano. Basterebbe questo per definire “inadeguata” la gestione del verde messa in campo dagli arancioni, ma purtroppo c’è dell’altro.

4Il vero “capolavoro” della giunta Pisapia lo si può ammirare in piazza Castello. L’area pedonalizzata per essere restituita alla città è stata il palcoscenico di ogni genere di scempio a danno del verde che la circondava.  Prati trasformati in deposito merci e discarica dei mercati paesani che vi sono tenuti vicino, al loro interno sono stati  istallati tavoli e panche, sono stati presi per marciapiedi da migliaia di persone e per latrina o dormitorio da altri… insomma, martoriati al punto da avere assunto l’aspetto di un arida landa desolata. Il tutto con decine di vigili nei dintorni impiegati a presidiare l’area pedonalizzata piuttosto che per tutelare il bene pubblico. Uno scempio per il cui recupero il comune ha dovuto spendere fior di quattrini,  denaro dei contribuenti che sarebbe stato risparmiato se la giunta avesse ponderato meglio le proprie scelte.

Se pensate che stia esagerando, guardate questo video pubblicato nel gruppo Facebook “Milano non è una fiera arancione” e vi renderete conto che son stato fin troppo generoso nel descrivere il metodo con cui la giunta Pisapia gestisce il verde pubblico.

P.S. Agent Orange era il nome in codice dato dall’esercito statunitense a un defoliante che fu ampiamente usato durante la guerra del Vietnam.

Otello Ruggeri per La Critica