CIE DI VIA CORELLI. Dall’espulsione all’accoglienza dei clandestini

In seguito all’autorizzazione comunicata al comune di Milano dal Sottosegretario all’Interno onorevole Domenico Manzione, la struttura d’identificazione di Via Corelli è diventata un centro di prima accoglienza per i profughi in transito in città. La concessione d’uso temporanea (fino a quando il Governo non la richiamerà a se)  è stata data in risposta all’appello del comune che chiedeva di potere utilizzare  strutture già esistenti per l’accoglienza in una fase di emergenza.

La giunta non sembra comunque soddisfatta da quanto ottenuto e chiede vi sia un intervento diretto del Governo nella gestione dell’emergenza profughi, sia attraverso l’attuazione di un piano nazionale di smistamento dei flussi, sia – con il solito cipiglio ideologico –  tramite al riconoscimento di un permesso temporaneo per i rifugiati di libera circolazione in Europa, che non ci farebbe certo amare dal resto della comunità.

Dal mese di ottobre ad oggi  sono circa 22 mila i profughi giunti in città: circa 5 mila eritrei e 16.500 siriani, di cui 6 mila minori, accolti dal Comune di Milano in collaborazione con le associazioni del Terzo Settore, la Caritas Ambrosiana e una estesa rete di cittadini milanesi che spontaneamente si sono adoperati per dare un concreto aiuto a uomini, affinché donne e bambini non fossero lasciati soli.

Per niente soddisfatto del provvedimento Riccardo De Corato (FdI) vice-presidente del Consiglio comunale, che lo ha commentato così:  “Prima il Cie tratteneva i clandestini che dovevano essere espulsi, adesso li ospita. Ecco la grande differenza da quando governano Renzi e Alfano a Roma e Pisapia e Majorino a Milano. Oggi in pompa magna è stato annunciato che il centro d’identificazione di via Corelli diventerà una sede di prima accoglienza per i profughi, grazie all’autorizzazione del ministro dell’Interno: dal cacciarli all’aspettarli a braccia aperte. Al Cie non verranno neanche identificati, ma solo ospitati a spese del contribuente”.

“Il centrosinistra – ha quindi concluso – sta seguendo il suo percorso che, dopo l’abolizione del reato di clandestinità, va verso le porte spalancate a chiunque arrivi. E Alfano gli spiana la strada. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, basta fare due passi alla Stazione Centrale o in Porta Venezia”.

Un disegno perseguito a livello nazionale dalla sinistra italiana quello che denuncia De Corato, forse uno dei pochi motivi che ancora inducono il PD a sostenere la traballante giunta Pisapia che non è certo in buoni rapporti con il vertici del partito di Renzi.

Otello Ruggeri per La Critica