MILANO, PULIZIE FAI DA TE. Sulle spalle dei cittadini i compiti dell’AMSA

Dopo essere stata ripulita da scritte e tags che la deturpavano, la Palazzina Liberty di largo Marinai d’Italia è tornata al suo aspetto originale. Per preservarne lo stato anche in caso del reiterarsi di atti vandalici, il comune ha provveduto a fare applicare sui muri una pellicola speciale messa a punto dall’azienda spagnola Jps, che consente di rimuovere facilmente le eventuali nuove scritte.

Venerdì mattina l’assessore ai lavori pubblici Carmela rozza si è recata sul posto per verificare insieme ad alcuni cittadini l’efficacia del metodo scelto. Dopo avere tracciato alcune scritte su una parete, avvalendosi della collaborazione di  alcuni componenti del comitato XXII Marzo le ha facilmente rimosse con il solo ausilio di acqua e sapone.

Terminata l’operazione ha comunicato ai presenti che, da ora in poi vigilanza e pulizia della struttura (probabilmente anche di altre) saranno affidate a gruppi di cittadini, nominando tutordella palazzina Sebastiano Gravina, presidente del comitato XXII Marzo. Di fatto, i compiti che spetterebbero a vigili e AMSA sono stati scaricati su quelli che con le loro tasse ne pagano gli stipendi: i milanesi.

Fra i primi a notare l’incongruenza Riccardo De Corato: “Il Comune ha trovato la quadra – ha dichiarato ironico – se i milanesi vogliono la città pulita, se la puliscano da soli! Ecco la geniale idea di Palazzo Marino, sempre a corto di soldi quando si tratta di cose per i residenti e con idee quantomeno poco chiare sui writers, visto che un po’ li condanna e un po’ li incentiva”.

“Questa mattina l’assessore Rozza ha visto che la pellicola permette di lavare i tag con solo acqua e sapone speciale, cosa che noi avevamo introdotto anni fa, ha messo in mano ai cittadini uno scopettone: adesso fate voi. Dichiarando anche Siamo molto soddisfatti di aver trovato la soluzione –concludendo – Un’Amministrazione alla frutta”.

Nessuno nega che in un momento di grave crisi economica spetti a tutti quelli che amano Milano dare una mano per tenerla in ordine, ma se chi la chiede, da un lato piange miseria mentre dall’altro cede gratuitamente beni comuni che valgono milioni di euro per regalare una sede ai propri sostenitori, la voglia di essere d’aiuto va a farsi benedire.

Otello Ruggeri per La Critica