MARONI: PISAPIA? UN CASCIABAL! E scoppia il finimondo

Durante la conferenza stampa in cui stilava il  bilancio dei primi quindici mesi di vita della Giunta Regionale, Roberto Maroni, invitato a esprimere un opinione su Giuliano Pisapia, pur ribadendo la cordialità che anima i rapporti con il sindaco di Milano, si è lasciato andare a un giudizio poco edificante: “ci sono state tante idee che non si sono concretizzate perché il sindaco ha sempre trovato modo di frenare”.

Il governatore ha citato in particolare le questioni della fusione di Atm e Trenord e l’interesse della Regione per Sea, sottolineando:.”Per fare gli accordi bisogna essere in due” facendo intendere di avere di avere incontrato poca collaborazione da parte del primo cittadino del capoluogo lombardo. Maroni ha quindi fatto il paragone fra Pisapia e il Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino definendo “molto interessante” l’incontro avuto con il primo con cui ha trovato “molti terreni comuni su cui lavorare” concludendo: “Se uno e’ concreto sono disponibile, se uno è casciaball va bene una o due volte poi e’ chiusa. Con Chiamparino mi pare che ci sia quella concretezza che sembra manchi al comune di Milano”.

Apriti cielo, guai se gli tocchi il sindaco gentile alla sinistra milanese. Peccato che l’unico modo per difenderlo sarebbe dimostrare quella concretezza di cui è stato accusato mancare, ma essendo impossibile farlo perché alla sinistra non è rimasto altro da fare che attaccare Maroni dando il via a un fuoco di fila di dichiarazioni sdegnate cui il centrodestra non ha mancato di rispondere.

Umberto Ambrosoli ha accusato Maroni di “calpestare il suo ruolo istituzionale per il gusto di una battuta” che dubitiamo tale fosse mentre, in modo più pacato, il liberale Manfredi Palmieri che ha invitato il Presidente della Regione e il sindaco di Milano ad affrontarsi in un confronto pubblico per chiarire la questione. Bruno Galli, a capo del gruppo Maroni Presidente a liquidato le proteste del centrosinistra con un: “La sinistra è irritata per i nostri risultati e per gli insuccessi di Pisapia”.

il capogruppo del Pd in Regione Enrico Brambilla si è schierato con il sindaco: “Maroni lasci stare Pisapia e non prenda in giro i lombardi”, trovando l’appoggio Di Alessandro Giungi (PD) che a sostenuto: “Maroni proietta i suoi difetti su Pisapia”, tesi un po stiracchiate liquidate così dal leghista Alessandro Morelli: “La sinistra non ha neppure la dignità di stare in silenzio”.

Secondo  l‘assessore  Pierfrancesco Majorino: “E’ la regione a non avere fatto nulla di concreto” un comprensibile spirito di corpo il suo che sarebbe stato più convincente se avesse ribattuto sciorinando esempi di concretezza messi in campo da Pisapia, ma come detto sopra non è così facile farlo, cosa che non ha tardato a ricordagli il consigliere  regionale e comunale di FdI Riccardo D Corato: “In Regione riusciamo a governare e a farlo bene. Viceversa da qui partono le crepe del centrosinistra. Negli scorsi giorni, nel Consiglio Comunale di Milano, Pd e Sel hanno votato distintamente su alcune parti del bilancio e il giorno dopo volavano gli stracci tra Majorino e Gibillini. E’ di oggi anche un’intervista di Pisapia che si scaglia contro Renzi dicendo che deve piantarla di accusare chi non è d’accordo con lui. Un centrosinistra in pezzi e casciaball, come dice il Governatore, che perde pezzi al suo interno e nei rapporti con Roma dove puntualmente non viene considerato”.

In serata è giunta anche la risposta di Pisapia che ha accusato Maroni di essere un parolaio dalla memoria corta che vuole scaricare su di lui responsabilità della regione. Chi avrà ragione? Noi pensando al programma per le case d’edilizia popolare varato un paio di giorni fa dalla Regione e vedendo le condizioni in cui versa la città un idea l’avremmo. E voi?

Otello Ruggeri per La Critica