PISAPIA COMPRA CASA AL LEONCAVALLO. Ma lo fa con i soldi dei milanesi e l’opposizione si mette sul piede di guerra

Ieri mattina la Brioschi Sviluppo Immobiliare ha emesso una nota per comunicare che “in data odierna la controllata L’Orologio s.r.l., proprietaria dell’immobile occupato senza titolo di via Watteau 7 a Milano, ha sottoscritto un atto unilaterale d’obbligo che contempla l’impegno a permutare con il Comune di Milano, l’immobile di proprietà, con gli immobili comunali di via Zama 23 e via Trivulzio 18 a Milano”.

L’accordo è arrivato poche ore dopo che era stata notificata al centro sociale la proroga dello sfratto al 30 settembre prossimo. Sembra  così avviarsi a una conclusione la lunga vicenda iniziata vent’anni fa quando, l’8 settembre 1994, l’ex cartiera di Watteau  nel quartiere Greco, fu occupata per diventare la nuova sede del Leoncavallo  dopo lo sgombero di quella  storica avvenuto qualche mese prima.

Alla scontata soddisfazione espressa dai componenti della giunta, in particolare quelli di SEL, ha fatto da contraltare la rabbia dell’opposizione che è scesa sul piede di guerra minacciando battaglia sia in consiglio comunale, sia in tutte le sedi giudiziarie.

A prendersela più di tutti è stato Riccardo De Corato (FdI) che ha minacciato sfaceli: “Ho un intero Dossier (foto di copertina ndr), che farò vedere alla stampa, 80 pagine fronteretro sulle innumerevoli violenze del centro sociale. Poi partirò con tutte le denunce del caso”. Nel suo elenco: corte dei conti  per verificare eventuali perdite per il Comune. Magistratura, con allegato il dossier, perché il Comune sta favorendo “chi ha ripetutamente infranto e infrangono la legge”. Infine, una denuncia riguardante la mancata messa a bando nonostante il regolamento comunale redatto dall’attuale amministrazione preveda che:  “Le assegnazioni avverranno con procedura ad evidenza pubblica”.

Secondo De Corato,spetterà al comune vigilare che nel centro, oramai diventato legale, si rispettino tutte le regole imposte agli altri esercizi quali: servizio bar solo se la destinazione d’uso è corrispondente a fronte di una licenza e dell’emissione di uno scontrino fiscale, controllo dei decibel, divieto di vendita di alcolici a minorenni, chiusura e apertura entro certi orari, agibilità certificata… “Se Pisapia e i suoi – ha poi concluso De Corato – pensano di poter mettere in regola un gruppo di violenti e dargli pure concessioni, a carico dei contribuenti milanesi, che gli altri cittadini e commercianti non hanno, si sbagliano di grosso”.

Secondo Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia a”Anche durante l’amministrazione Moratti ci eravamo posti il problema di regolarizzare il Leoncavallo oramai trasformtosi in un centro aggregativo. I tempi erano quindi maturi per pretendere che vi si rispettassero le leggi come in  tutte le attività commerciali o gli organizzatori di eventi. Profondamente sbagliato è però farlo in questo modo, attraverso l’acquisizione da parte del Comune dell’area in barba a tutti i regolamenti comunali”.

Dello stesso avviso in merito alla regolarizzazione Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale che ha tenuto però a sottolineare: “La decisione di fare una permuta per regalare l’edificio del Leoncavallo ai suoi storici occupanti abusivi rappresenta bene la doppia morale dei comunisti , ben presenti in questa giunta : dai cittadini si pretende legalità , agli amici si concedono favori. E’ uno schiaffo alle migliaia di famiglie a cui il Comune non riesce a trovare una casa mentre assegna gratuitamente pezzi di patrimonio senza gara a un centro sociale per meriti politici”.

Di tutt’altro avviso Massimiliano Bastoni e Luca Lepore, consiglieri comunali della Lega Nord a Palazzo Marino che di legalizzazione del Leoncavallo proprio non ne vogliono sentire parlare: “Quest’autunno, quando approderà in aula consiliare la delibera che assegnerà lo stabile ai fuorilegge che la occupano, la Lega Nord si opporrà con ogni mezzo lecito affinché ilmatrimonio non s’abbia da fare. L’opposizione sarà compatta in una battaglia di “civiltà” e di “legalità” contro quei furbetti che, per sdebiti elettorali, intendono agire a favore di figuri che hanno infranto e tutt’oggi violano costantemente le leggi”.   E ancora: “ Non si azzardino a portare in consiglio comunale un provvedimento che regolarizzi l’insanabile. Altrimenti saranno fuoco e fiamme. Con quale pudore il Sindaco, la Giunta e la maggioranza rossoarancio porteranno a termine questa porcata? Cos’hanno da dire agli onesti cittadini che attendono in graduatoria, invano e per anni, la casa popolare? Come si sentiranno questi ultimi vedendo che il Comune assegna senza un bando o con uno pilotato uno stabile intero ad anarchici e prevaricatori?”.

Opinioni che riassumono nell’insieme le molte espresse oggi dai detrattori dell’operazione, che pur avendo posizioni diverse sul regolarizzare o meno del Leoncavallo convergono tutte quando c’è da giudicare l’operato della giunta arancione, sempre più avvezza a piegare leggi e regolamenti al proprio volere, soprattutto se c’è da restituire un favore a chi li ha aiutati durante la campagna elettorale e sempre a scapito degli interessi economici di Milano e dei milanesi.

Otello Ruggeri per La Critica