CHIUSA LA VORAGINE SI APRE L’INDAGINE. La Procura chiede chiarimenti alla giunta

E’ terminata ieri la riparazione della voragine che si era aperta in corso di Porta Romana. Il compimento dei lavori ha permesso di riaprire la strada in entrambi i sensi, ma rimane qualche dubbio sulla liceità dell’intervento, poiché si è saputo che l’area è oggetto di un indagine della Magistratura e l’averne (motivatamente) modificato lo stato impedirà vi siano effettuati altri accertamenti.

Per  quanto riguarda l’indagine, la Procura di Milano ha comunicato che effettuerà verifiche e accertamenti sulle cause del crollo  del tratto di manto stradale di corso di Porta Romana avvenuto dopo le forti piogge dei giorni scorsi. Da quanto si è saputo, a partire da oggi gli inquirenti valuteranno se aprire un fascicolo per accertare eventuali responsabilità.

Se l’inchiesta prenderà il via si aggiungerà a quella iniziata nei giorni scorsi dal sesto dipartimento della Procura guidato dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato,  che per ora ha deciso di procedere verso ignoti con l’ipotesi di reato di ”disastro colposo”  per l”esondazione del fiume Seveso dell’8 luglio scorso.

Nell’ambito dell’indagine, coordinata anche dal pm Maura Ripamonti, il procuratore Cerrato ha inviato una comunicazione agli assessori competenti per materia del Comune di Milano, e per conoscenza anche al sindaco Giuliano Pisapia e al Governatore lombardo Roberto Maroni. Nella lettera si chiedono  informazioni sulle  cause dell’inondazione di venti giorni fa, la cosa non dovrebbe creare difficoltà agli assessori che probabilmente se la caveranno con un: ha piovuto tanto!

A preoccuparli di più sarà sicuramente la seconda domanda, quella riguardante i rimedi adottati fino ad oggi per prevenire tali fenomeni che nel caso della giunta Pisapia sono: nessuno. Di tutti i punti del programma per la messa in sicurezza del Seveso che durante la campagna elettorale fu un cavallo di battaglia degli arancioni non ne è stato iniziato e realizzato nemmeno uno. Questo faranno un po’ più di fatica a spiegarlo ai magistrati.

Mentre la Procura sta valutando se affidare ad un consulente tecnico una perizia per verificare se ci siano anche responsabilità per ”omissione” tra le cause delle esondazioni, gli arancioni cercano di scaricare le responsabilità di queste sulla giunta precedente (non più in carica da tre anni) e quelle relative alla voragine sui proprietari del palazzo di fronte a dove si è aperta.

Questa volta però il solito scaricabarile messo in atto da alcuni componenti dalla giunta sembra non convincere nessuno, soprattutto non convince Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale  sempre più deciso a contrastarne l’azione che fa loro notare: ”Ai sensi del Codice Civile, srt 915, competeva al Comune, proprietario del sottosuolo, tamponare le perdite di fogna e acquedotto”.

Otello Ruggeri per La Critica