INDIGNATI GLI EBREI MILANESI. Piccardo esagera e Majorino lo bacchetta

Questo articolo doveva intitolarsi “ISRAELE MARTELLA GAZA. Per Hamas è finita la pacchia”, l’intento era quello di farvelo trovare rivoltante quanto appariva a me che lo avevo ideato. Non vi è nulla di più schifoso del provare piacere per un azione violenta, soprattutto se ad esserne vittima sono degli innocenti, a prescindere dalle nostre idee e dal fatto che chi l’ha causata non sia lo stesso soggetto che l’ha messa in atto.

Bene, se siete d’accordo con me nel merito e nella sostanza non potete fare a meno di trovare altrettanto ributtante il post in  cui Davide Piccardo, portavoce del Coordinamento Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza, commenta con un laconico “E’ finita la pacchia” un  video in cui si vedono dei palestinesi assediare una sinagoga in Francia.

Detto che non ci risulta che esistano coinvolgimenti diretti delle varie comunità ebraiche presenti nel mondo con quanto accade in Israele, ci chiediamo cosa direbbe Piccardo se fatti del genere si verificassero anche a Milano o Roma ? Cosa non del tutto improbabile visto che la sua “bella” uscita ha causato la reazione indignata Daniele Nahum esponente della comunità ebraica milanese, innescando una  polemica di cui Milano avrebbe fatto volentieri a meno.

Il primi sgradevole segnale di quanto potrebbe accadere continuando a soffiare sul fuoco  dell’odio antisemita si è manifestato ieri in piazza Cordusio, lì è stato imbrattata con la scritta “Gaza” tracciata  con vernice rossa la bandiera d’Israele esposta fra quelle dei paesi partecipanti a Expo. Un campanello d’allarme da non sottovalutare che si spera induca le autorità a monitorare la situazione, stroncando sul nascere manifestazioni di stampo antisemita, che potrebbero sfociare nella violenza se vi si infiltrassero appartenenti ai fratelli musulmani il cui vessillo abbiamo già avuto il dispiacere di vedere sventolare nelle nostre strade.

Vessillo che compare anche nel video pubblicato da Piccardo senza che lui ne abbia preso le distanze, cosa che non ci sorprende visti i rapporti che la comunità islamica milanese intrattiene con i “fratelli” nonostante in molti paesi del medio oriente siano stati messi al bando perché ritenuti un gruppo terroristico. Nulla contro i musulmani d’Italia o venuti da fuori, ci mancherebbe altro, a patto però che rispettino le regole della civile convivenza con le altre confessioni religiose presenti nel nostro paese e non facciano nulla che violi le nostre leggi o turbi l’ordine pubblico.

E’ vero, sarebbe ora che finisse la pacchia, ma per chi pensando godere della protezioni di ampi settori della politica milanese crede di poter dire quello che vuole senza dovere fare i conti, se non con i giudici, almeno con l’opinione pubblica. Non è così. I milanesi sono sempre più stanchi di subire la prepotenza di chi non vuole camminare al loro fianco bensì sovrapporsi ad essi, ed anche le coperture politiche cominciano a vacillare davanti al molto pretendere a fronte del poco dare.

Probabilmente questa volta Piccardo ha tirato troppo la corda e la sua arroganza ci ha portato in dono la più inattesa delle reazioni, quella dell’Assessore  alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino: “Uno dei principi del bando per le aree da destinare per i luoghi di culto in città sarà quello del contrasto a ogni istigazione all’odio e alla violenza. E tra le condizioni per partecipare ci sarà anche quella di dichiararsi fedeli alla Costituzione italiana”.

Otello Ruggeri per La Critica