FORZA ITALIA: ASTRATTA COME UNA TELA DI KANDINSKY. Un partito che sembra avere perso il contatto con la realtà

Osservando  l’immagine di copertina di questo articolo  si ha l’impressione di trovarsi davanti ad una tela di Kandinsky,  non solo per l’aspetto, ma anche perché vi è espressa la politica surreale e astratta adottata ultimamente da Forza Italia. A rendere evidente lo scollamento con la realtà del partito  è la presenza di Alessandro Cattaneo, – riuscito nell’impresa di perdere le elezioni a Pavia dopo essere stato giudicato il migliore primo cittadino d’Italia – al fianco di Giovanni Toti, mentre annuncia l’intenzione di redigere un “manifesto del buon governo dei sindaci di centrodestra”.

Un’accoppiata che riassume l’oggi di Forza Italia: un partito di nominati e perdenti premiati con un nuovo incarico nonostante i fallimenti precedenti e personali. Nulla a che vedere con rinnovamento e valorizzazione della militanza, come da innumerevoli promesse. Persone valide, militanti veri che si impegnano politicamente e sul territorio, puntualmente, finite le campagne elettorali, sono regolarmente messi da parte o scavalcati (come vi abbiamo recentemente raccontato) in favore dei soliti noti o dei loro protetti che accumulano incarichi senza primeggiare in nulla.

Un quadro astratto involontariamente concretizzato dalla frase iniziale del post che accompagna la pubblicazione della fotografia sulla pagina Facebook di Giovanni Toti: “Qualcuno pensava che dopo le Europee il centrodestra fosse moribondo, con questa iniziativa vogliamo cancellare il dubbio”. Missione compiuta, vista l’immagine di dubbi ce ne rimangono ben pochi: il centrodestra, almeno per la parte riguardante Forza Italia, è in fase terminale. Proseguendo per questa strada ben presto anche il 12% recentemente raggiunto sarà solo un dolce ricordo e la responsabilità sarà solo di quelli che hanno assecondato queste dinamiche piuttosto che fare il bene del paese.

Purtroppo non c’è limite al peggio e a Milano ci ha pensato Mariastella Gelmini scavare la fossa al partito dichiarando: “Oggi è una sconfitta per tutti. Quando la politica per decenni non risolve il problema di un torrente che esonda a ogni temporale è una sconfitta per tutti”. Spiace dirlo ad uscire perdenti sono solo le sue capacità di analisi politica che l’hanno indotta ad attribuire a “tutti” le responsabilità che sono solo di alcuni.

E’ assurdo caricare sulle spalle di una formazione politica che già fatica a reggersi in piedi le  responsabilità di una vicenda in cui non ha avuto nessuna parte. Premesso che mai la sinistra avrebbe assunto un atteggiamento del genere, una politica di lungo corso come la Gelmini dovrebbe sapere che la colpa è sempre di chi amministra, mai chi amministrava salvo per il breve periodo successivo al cambio della guardia. Mai come in questo caso la regola andava tenuta in considerazione, sopratutto sapendo che per la giunta Pisapia la messa in sicurezza del Seveso era stata un cavallo di battaglia durante la campagna elettorale e nulla di quanto aveva promesso di fare è stato fino ad oggi realizzato.

Questo è: Pisapia era nell’angolo e gli si è offerta una scappatoia, Cattaneo ha perso e gli è stato dato un premio. Avanti così verso la rovina.

Otello Ruggeri per La Critica