MILANO, PIAZZA DUOMO. Ci vorrebbe il Mose se non vogliamo vederci le mondine

La foto in copertina, pubblicata  dal quotidiano online Milano Post, è stata scattata ieri mattina in piazza Duomo da Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale.

In essa si vedono gli effetti del violento acquazzone che vi si è abbattuto. Il Sagrato si è allagato  diventando simile a piazza San Marco con l’alta marea, o perché no, a una risaia  perfettamente in tema con gli orti che le stanno realizzando davanti. Uno spettacolo cuia memoria d’uomo milanesi  non hanno mai assistito.

La parte inquadrata è quella dal lato della Galleria Vittorio Emanuele, dove solo poche  settimane fa sono stati terminati i lavori di rifacimento della pavimentazione, che stanno interessando  tutta la piazza per una spesa totale di un milione di euro.

E’ evidente che in fase progettuale o di realizzazione qualche cosa non ha funzionato. L’acqua dovrebbe defluire non ristagnare su di essa. I tombini per lo scarico sono ai lati della piazza non al suo centro, quindi logica vuole che dovrebbe essere inclinata verso di essi e da quanto accaduto si evince che è stato fatto l’esatto contrario. Potremmo sbagliarci ed essere solo un problema di scarichi intasati (mai verificatosi in passato), ma in tal caso l’acqua non sarebbe più alta al centro come si vede chiaramente nell’immagine.

Dei lavori svolti si sa che le piastrelle  rotte sono state sostituite con altre in granito rosa di Baveno,  mentre quelle intatte  sono state recuperate con un’opera di ripulitura. Per fissarle è stata utilizzata una malta che le cementa al terreno garantendo un’alta resistenza alla compressione. Ogni 40 metri è stato inserito un giunto di dilatazione per impedire la formazione delle crepature. Infine, tra una lastra e l’altra, sono state realizzate le sigillature che non vengono intaccate dai sali e rendono resistente la pavimentazione al gelo invernale.  Dell’inclinazione nulla è stato detto ma si presume si dovesse prestare attenzione a mantenere quella precedente che non aveva mai creato problemi.

Inutile dilungarsi oltre in analisi o supposizioni che non competono noi che tecnici non siamo. Pragmaticamente dobbiamo basarci solo su quello che vediamo e ciò lascia poco spazio ai dubbi: la piazza: in caso di pioggia intensa la piazza si allaga. Da ciò deriva che qualunque sia la causa al problema andrà posto rimedio intervenendo su una pavimentazione appena posata con tutte le spese e i disagi che ne conseguiranno.

Inutile dire che le spese come al solito ricadranno tutte sulle tasche dei milanesi mentre dei responsabili probabilmente non si saprà mai il nome.

Otello Ruggeri per La Critica