MILANO, INDAGATI 40 WRITERS. E’ arrivato il tanto atteso giro di vite contro gli inbrattatori?

Nel corso delle perquisizioni effettuate ieri dalla polizia locale nelle case di 17 writers, indagati per diversi episodi di imbrattamento, sono state sequestrate bombolette e materiale utilizzato per realizzare tag e graffiti, tra cui martelletti per incidere i vetri e bottigliette di acido. Con loro, salgono a 40 le persone indagate dalla Questura di Milano per i reati di imbrattamento, resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e  associazione per delinquere.

Fra gli episodi verificati da parte della Polizia,  vi è anche quello avvenuto a Gessate il 20 aprile 2013, quando un commando di nove writers con il volto coperto da passamontagna, bloccarono un treno  della metropolitana azionando i dispositivi di emergenza delle porte, per poi  dipingerne l’intera fiancata  con i passeggeri ancora all’interno del convoglio. Il macchinista del treno reagì tentando  di fermarli, ma fu aggredito dai giovani che gli spruzzarono della vernice sul volto e lo colpirono alla testa con le bombolette prima di darsi alla fuga. Tutta l’azione fu ripresa e in seguito pubblicata su internet dagli autori stessi.

I risultati ottenuti, sono stati resi noti ieri al comando centrale della Polizia Locale dal Procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, alla presenza dei sostituti procuratori Elio Ramondini e Riccardo Targetti, del Procuratore dei minori Anna Maria Fiorillo, del comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo e delll’assessore alla sicurezza Marco Granelli. Le perquisizioni effettuate a Milano, Roma, Genova, Torino, Lecce, Monza, Bellinzago e Cologno Monzese, hanno permesso di completare le indagini (che riguardavano anche altri quattro episodi) portando all’identificazione – anche grazie ai loro stessi video – dei nove giovani appartenenti al commando .

Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, ha definito “brillanti” le indagini svolte, ma ha anche rilevato che “il graffitismo ha assunto la spavalderia e l’organizzazione della guerriglia” e come tale “ andrebbe combattuto da magistratura e Comune” che invece lo finanzia. De Pasquale ha quindi concluso denunciando che  “nella metropolitana non c’e’ sicurezza” accusando ATM di essere reticente in proposito.

Riccardo De Corato, capogruppo in consiglio comunale di FdI, avvalora la tesi del forzista chiedendosi:  “se tra le immagini diffuse ci sono anche quelle delle telecamere Atm e in caso contrario perché non ci siano?”. Ma non è l’unica domanda che si pone: “ Mi chiedo anche se questi writers abbiano a che fare con quelli con cui il Comune Arancione dialoga costantemente pagandoli per le loro opere?”. Domanda che se anche avesse una risposta negativa, secondo De Corato non riduce  le responsabilità della “giunta Pisapia che dando un chiaro segnale di conciliazione al mondo dei graffitari, li ha fatti sentire ben accetti nella nostra città”. De Corato prosegue ricordando le molte manifestazioni organizzate dalla giunta con i graffitari come protagonisti, facendo loro pensare “che mai saranno  perseguiti con durezza da un Comune che organizza feste e convegni in loro onore”. Quindi conclude compiacendosi perché “all’ambiguo messaggio lanciato da Pisapia” ha fortunatamente posto rimedio la Magistratura.

Otello Ruggeri per La Critica