MILANO, VESSILLI ARCOBALENO SUI PALAZZI PUBBLICI. Ogni bandiera è buona per fare ombra al tricolore

Ieri, dopo avere appreso che il Consiglio di zona 2 ha approvato la proposta del partito radicale di esporre la bandiera arcobaleno durante la settimana dell’orgoglio gay e che una simile è stata depositata in consiglio comunale, sono caduto nello sconforto.

Non fraintendete, nulla contro gli omosessuali, non provo nessuna simpatia per loro (l’ipocrisia la lascio ad altri, meglio dire ciò che si pensa), ma li ritengo liberi di vivere la loro sessualità come meglio credono, a patto che lo facciano nel rispetto della pubblica decenza. Esattamente come è chiesto di fare a noi eterosessuali.

A farmi inorridire è la scelta delle priorità fatta dalla giunta Pisapia. Ancora oggi, a distanza di anni dalla campagna elettorale, invece di concentrarsi su bilancio o sicurezza gli arancioni si gingillano fra sdraio e patrocini ai gay pride, continuando a dare la precedenza agli interessi dei loro sostenitori piuttosto che alle esigenze reali della città.

Incredibilmente l’amministrazione che vuole issare le bandiere arcobaleno è la stessa che si è rifiutata di esporre uno striscione in favore di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Un pensiero che ieri mi ha talmente tormentato da indurmi a smettere i panni del “giornalista” per indossare quelli del privato cittadino e chiedere spiegazioni a qualcuno fra quelli che sono all’opposizione..

La scelta è caduta su Silvia Sardone, consigliere di Forza Italia in zona 2 cui ho scritto in modo – me ne dolgo – un po’ brusco: “Non mi risulta che la comunità gay, oltre a rappresentare una tendenza sessuale, sia anche diventata uno stato sovrano di cui si espone la bandiera quando qualche rappresentante ci fa visita”.

Con mia sorpresa, ma facendo quello che dovrebbe fare chiunque ricopra un ruolo come il suo, mi ha risposto quasi subito: “Soprattutto, la bandiera italiana comprende già tutti al suo interno, a meno che qualcuno non ci si riconosca. Non credo sia questa la priorità della zona che ha ben altri problemi, inoltre a questo punto credo sia necessario imporre le mimose negli uffici l’8 marzo oppure la foto di San Giuseppe per la festa del papà…”

Una bella risposta, che unita alla solerzia nel prestarmi attenzione non ha potuto che farmi piacere, inoltre le sue parole mi hanno suggerito una riflessione, soprattutto le prime.

A New York, nel museo dedicato alla Stars Spangled Banner, c’è un poster con ritratti un gruppo di manifestanti che danno fuoco a una bandiera americana con sotto scritto: questa bandiera è così grande e forte da proteggere anche voi che la bruciate.

Anche quella italiana è stata pensata per accogliere tutti fra le sue falde, omosessuali ed eterosessuali compresi. Fingere di non saperlo, esibendone altre, rosse o arcobaleno che siano, dimostra solo che non la si ama abbastanza da sentirsene parte e la giunta Pisapia non fa nulla per smentire di pensarla proprio così.

Otello Ruggeri