MILANO, LA GIUNTA PENSA AL CIRCO. I Milanesi fanno i pagliacci

In questi giorni in consiglio comunale si sta combattendo un aspra battaglia su un argomento che segnerà profondamente  il futuro assetto urbano di Milano: il regolamento edilizio.

Si tratta di una questione di vitale importanza per la città. Per questo l’opposizione ha fatto un approfondito studio di tutte le norme del regolamento e ora si sta impegnando a discuterle una a una con la giunta, producendo un attenta analisi che andrebbe interrotta solo in casi di estrema necessità. Martedì se ne è presentato uno: andava rinnovata una fidejussione in favore della piccola scuola di circo di Camilla Peluso.

Vi chiederete il perché di tanta solerzia. E’ presto detto: Camilla Peluso, insegnante e fondatrice nel 1994 della scuola di arti circensi, è stata candidata, ma non eletta nella Lista Civica per Pisapia, cosa che gli è valsa l’imperitura riconoscenza dei compagni e l’unica fideiussione avallata dal comune nel 2014.

L’ennesimo caso di governo cittadino pro domo amici di Pisapia cui ci è toccato assistere, Marco Osnato (Fratelli d’Italia) ne ha tratto ispirazione perdescrivere nel migliore dei modi l’operato degli arancioni: “Il fatto che venga interrotta la discussione del Regolamento edilizio per argomenti di questo tipo è l’ennesimo episodio che rappresenta la sciatteria dell’ amministrazione”.

Dopo questo sfogo Osnato se ne è andato, cosa che probabilmente avrebbero voluto fare tutti i consiglieri d’opposizione presenti, fortunatamente non è stato così e proprio da uno di quelli rimasti è scaturita un interessante osservazione. A farla è stato Alessandro Morelli (Lega Nord), che si è chiesto come e con quali progettualità siano stati spesi i soldi destinati alle fideiussioni prima che l’istituto fosse sospeso, presentando in seguito un interrogazione per avere chiarimenti in proposito.

Insomma, se si hanno gli amici giusti a Milano i soldi si trovano, ne siamo felici per la signora Peluso che avrà ancora il suo circo, ma molto meno per i milanesi costretti a fare i pagliacci contro la loro volontà.

Otello Ruggeri