MILANO, ZONA 5: La piccola Corea del Nord dove è vietato accedere ai parchi se non si è accompagnati da un bambino

Ci siamo già occupati in passato del consiglio di zona 5, di recente quando un minuto di silenzio celebrato in memoria dei martiri delle foibe è stato contestato da parte della maggioranza, con l’abbandono dell’aula da parte del consigliere di Sinistra per Pisapia, Pietro Garufi che uscì gridando “le foibe se le sono inventate i fascisti” e qualche mese fa, quando il presidente del parlamentino, Aldo Ugliano, negò la parola a una cittadina che si era iscritta a parlare, con la motivazione “qui i fascisti non hanno diritto di parola”. Alla faccia della Democrazia.

In seguito abbiamo conosciuto la cittadina e appreso che l’associazione di zona che presiede (che gli valse l’accusa) non è legata a nessun partito, ma nell’ambito delle proprie attività collabora con molti gruppi politici fra cui anche alcuni di destra. Abbiamo parlato con lei anche di recente e non ha ancora digerito il sopruso subito e ancora di più la giustificazione che il sindaco, interrogato in proposito, diede dell’accaduto. Suonava all’incirca così: “il presidente del consiglio di zona ha facoltà di fare parlare o no chi vuole lui”.

Quindi, secondo Giuliano Pisapia nei consigli di zona l’unica regola che conta nel concedere la facoltà di parola è la volontà del Presidente, che può decidere di non darla del tutto arbitrariamente, negandola anche solo per motivi di antipatia. Niente male come sistema, se fossimo in Corea del Nord però.

Cosa ha attirato nuovamente la nostra attenzione su quel bell’ambientino che deve essere il consiglio di zona 5? Fortunatamente niente di eclatante come nei precedenti casi, un semplice provvedimento per ristabilire ordine e decoro nei parchi, che però ha palesato nuovamente con quale mentalità è gestita la cosa pubblica in quella parte di Milano.

Simone Riccò - Forza Italia

Ovviamente, in quanto sensata, la proposta dei forzisti non è stata accolta dalla maggioranza, che ha preferito votarne una propria. Nei giardini saranno posizionati dei cartelli per vietare l’ingresso agli adulti se non accompagnati da minori di anni 12! Detta così sembrerebbe una sciocchezza, e si fatica a non considerarla tale anche se in aggiunta è stato rivolto l’invito alla Polizia Locale di “verificare il corretto utilizzo delle aree gioco”.

In merito alla vicenda, abbiamo sentito Simone Riccò, consigliere di zona 5 di Forza Italia: “Abbiamo scelto l’astensione – esordisce spiegando il voto del suo gruppo – perché con i problemi attuali di sicurezza, molto sentiti in tutta Milano ai quali spesso la Polizia Locale non riesce a sopperire, un cartello del genere non avrebbe di certo risolto la questione. – poi spiega – E’ evidente a tutti che un anziano cittadino Milanese, leggendo e comprendendo il cartello opterebbe per un’altra panchina. Ma purtroppo è altrettanto ovvio che un rom che ha intenzione di bivaccare in quel parco, non lo allontani con una scritta. Basta prendere come esempio il noto problema alla Casa Gialla, per la quale avevo già proposto una soluzione più efficace votata a maggioranza, ma che ad oggi non mi pare ancora eseguita, introdurre gruppi di volontari all’interno dei parchi più critici per garantire un supporto alla cittadinanza.”

Ci sembra una posizione sensata la sua. Quando saranno stati posizionati  i cartelli ci recheremo a fare un giro per i giardinetti della zona, vedremo se saranno ancora un bivacco per disadattati o se saranno tornati a giocarci i bambini.

Otello Ruggeri