MILANO, VIA BOLLA NELLE MANI DEL RACKET. Nonostante le ripetute denunce permane l’illegalità nell’indifferenza di Aler e Istituzioni

Strano caso quello di via Bolla, non si può certo dire che la situazione di illegalità in cui versa la palazzina sita al civico 42 (in particolare) dell’omonima via sia passato inosservato, eppure nessuno interviene. RepubblicaIl Giorno, altre testate, il presidente di zona 8 e alcuni consiglieri comunali hanno sollecitato un intervento da parte di Aler, delle istituzioni e della giunta, ma le loro segnalazioni sono cadute lettera morta. Gli inquilini vociferano che il perdurare della situazione sia dovuto agli interessi personali che frenano alcuni di quelli che dovrebbero intervenire, ma come direbbero in un processo all’americana si tratta di “dicerie”, spetta alla magistratura accertare se corrispondano al vero (sempre che intervenga), per intanto vi riassumiamo lo stato delle cose basandoci sui fatti accertati.

Foto Repubblica

Gli inquilini regolari sono esasperati dalla situazione di illegalità che ha come prima conseguenza le esorbitanti bollette della luce che ricevono a causa degli allacciamenti abusivi, ma in pochi hanno il coraggio di parlare. Uno di questi, che avendo già subito aggressioni e minacce in questa sede preferiamo non citare, ci racconta di almeno quattro incendi al mese, dell’impossibilità di pagare bollette della luce che spesso superano il suo reddito mensile e della beffa di vedere montare dei nuovi citofoni da Aler in cui sule targhette sono stati inseriti i nomi degli abusivi come se fossero degli inquilini regolari. Ha anche una spiegazione per il perdurare della situazione nonostante le denunce sue e di altri inquilini; il consiglio di zona non interviene perché fra i consiglieri che lo compongono, ve ne sono alcuni che preferiscono non contrastare il racket degli alloggi sapendo che farlo potrebbe costargli molto sia in termini di popolarità che di voti.

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Se questo racconto finisse qui, sarebbe uno dei tanti che narrano di situazioni di degrado come ce ne sono nel nostro paese, a renderlo particolare sono, le probabili connivenze fra malavita e istituzioni locali che avvengono alla luce del sole senza che nessuno intervenga. A rendere credibile questo sospetto vi sono le denunce, segnalazioni e interrogazioni che hanno sicuramente raggiunto i più alti livelli istituzionali senza che siano stati presi provvedimenti per riportare la legalità nel palazzo.

BastoniUno dei pochi politici milanesi, che su sollecitazione di alcuni cittadini ha preso a cuore la situazione è stato Massimiliano Bastoni, consigliere comunale della Lega Nord. Il primo di ottobre del 2013, dopo avere effettuato una ispezione in loco, il consigliere inviò una segnalazione con i risultati del suo sopralluogo a: Dott. Gian Valerio Lombardi, Presidente Collegio Commissariale Aler Milano, Dott. Francesco Paolo Tronca, Prefetto di Milano, Dott. Luigi Savina, Questore di Milano, Avv. Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, Dott Pierfrancesco Majorino, Assessore Alle Politiche Sociali e Dott Tullio Mastrangelo, Comandante Polizia Locale.

In essa segnalava (fra le altre cose) di avere riscontrato una situazione disastrosa dovuta a: violazioni delle norme igienico sanitarie, significativi problemi di sicurezza e ordine pubblico, festini organizzati da non residenti con insulti e minacce a chi vi abita, occupazione abusiva della metà degli appartamenti, peggioramento della qualità della vita degli inquilini regolari, in alcuni casi costretti a chiedere un supporto psicologico per sopportare il grave disagio. Bastoni concluse la sua segnalazione scrivendo “Sono a chiedervi, per quanto di rispettiva competenza, un intervento immediato per riportare lo stabile in oggetto in una condizione di vivibilità, di decenza e di legalità”.

A quanto risulta dalle testimonianze dei cittadini  che ci hanno contattato per chiederci aiuto, la sua segnalazione cadde lettera morta e da allora non è stato fatto nulla di quanto richiesto.

Un ulteriore certezza del fatto che le autorità siano a conoscenza della situazione viene dalle denunce presentate dagli inquilini regolari e dal fatto che in alcune di esse sia evidenzia come per difenderli dalle aggressioni di irregolari e componenti del racket siano intervenute forze di polizia che hanno verbalizzato quanto accaduto.

suniaIn un esposto presentato da un cittadino nel giugno 2013, all’Ufficio sicurezza di Aler Milano, si legge (fra le altre cose): “Il giorno 28/06/2013 avete effettuato degli sgomberi di alcuni abitanti del mio pianerottolo. In seguito a questo sono stata aggredita e minacciata di morte dai miei vicini sgomberati, con di fronte vari testimoni, tra cui ispettori dell’Aler e alcuni abitanti dello stabile” e ancora “Sono stata aggredita all’entrata del palazzo e mi sono state rivolte varie diffamazioni e varie frasi del tipo è tutta colpa tua,sei un infame oppure te la faremo pagare accompagnate da vari insulti. Durante la mia entrata nell’atrio del palazzo hanno cercato di aggredirmi; ma non ci sono riusciti grazie all’intervento del Sig. OMISSIS e di vari poliziotti in borghese che mi hanno permesso di salire sull’ascensore per raggiungere la mia abitazione”. In un altro passaggio si evidenzia la presenza di personale Aler durante un aggressione e le conseguenze di questa: “. Quando il rappresentante della Sunia è giunto sul posto ha cercato di calmare le persone […] ci siamo recati nella piazzetta per capire il motivo per il quale io sono la unica accusata. Li sono stata percossa e per questo sono intervenuti il rappresentante della Sunia e il Sig. OMISSIS.Testimoni di questo fatto erano gli ispettori dell’Aler e i condomini. Nel giorno 02/07/2013 mi sono recata all’ospedale San Carlo per forti dolori nei punti nel quale ero stata colpita durante le percosse e  mi hanno prescritto 5 giorni ulteriori a quelli trascorsi di riposo e un esecuzione di un ecografia alla spalla”.

L’inquilina vittima di questa aggressione subisce tuttora minacce e intimidazioni che la costringono a non uscire mai sola e le hanno causato uno stato di disagio tale da dovere ricorrere a un supporto psicologico. Essa ci ha riferito di avere conferito anche conl’Assessore Daniela Benelli, che le aveva promesso di prendere a cuore la sua situazione per tramite di una lettera firmata dalla Dottoressa Donatella Stazio, ma anche  in questo caso alle buone intenzioni non sono seguiti i fatti, costringendola ad aggrapparsi all’ultima speranza che le rimane di potere vivere in modo decente: chiedere all’Aler di essere trasferita altrove.

Pare evidente che il numero di persone informate dei fatti dovrebbe essere più che sufficiente perché le autorità intervengano per evitare che ad essere costretti a traslocare siano gli inquilini per bene invece che abusivi e membri del racket. Purtroppo, nulla è scontato in questa Milano dove le occupazioni sono guardate con simpatia se non assecondate dalla stessa amministrazione comunale e dalle sue rappresentanze di zona.

2Noi non possiamo fare altro che riferire, cercando nel contempo di sollecitare l’intervento di altri che dovrebbero e potrebbero farlo, come i consigliere d’opposizione di zona 8 e alcuni consiglieri comunali (sempre di opposizione) fra quelli che piuttosto che fare passerelle a favore di stampa, preferiscono stare vicini ai cittadini sul piano concreto, come possono essere Fabrizio De Pasquale o Giulio Gallera. A questi ultimi chiediamo di fare pressioni sugli organi competenti, rivolgendosi se necessario al Ministro Alfano, perché intervenga in modo deciso sulla giunta che permette occupazioni e abusi di ogni genere facendo cadere Milano sempre più preda all’illegalità.

Sopratutto, si accerti se vi sono complicità o connivenze fra consiglieri di zona e racket delle occupazioni abusive e se la cosa dovesse corrispondere al vero si proceda di conseguenza .

Otello Ruggeri