MILANO, IL FANTASTICO MONDO DI PISAPIA. L’imu è colpa degli altri, ATM ha le tariffe più basse d’Italia e i rom sono perfettamente integrati

Ieri il sindaco è stato apostrofato in malo modo da uno studente durante un incontro con i liceali milanesi tenutosi al Teatro Dal Verme. Purtroppo il contestatore, messo a confronto con Pisapia, non è riuscito ad accompagnare il mal espresso sentore di qualche cosa che non va nell’operato del primo cittadino, con un adeguata difesa delle proprie idee.

Ci sarebbe voluto poco a smontare il castello di sabbia eretto a propria difesa da Pisapia, ma il ragazzo  non era sufficientemente preparato per farlo. Niente di male, capita alla sua età, avrà tempo per rifarsi. Spiace però che il suo interlocutore, non solo l’abbia passata liscia, ma sia anche riuscito a trasformare l’attacco subito in un immeritato spot alla sua amministrazione.

Accusato di avere aumentato l’imu, ha risposto “E’ allo 0,6 ma si sapeva che l’avrebbe pagata lo Stato, quindi il problema non c’è. Dovresti informarti … ad esempio Milano ha l’Irpef più bassa e la maggiore esenzione d’Italia”. Un capolavoro di trasposizione della realtà in qualche cosa di diverso per volgerl a proprio favore.

Fossi stato nel ragazzo avrei detto: “Lo dica ai milanesi che hanno appena sborsato 44 milioni di euro che il problema non c’è”. Poi gli avrei fatto notare che hanno dovuto farlo perché il signor sindaco, sordo a proteste e moniti dell’opposizione,  ha voluto inserire nel bilancio gli introiti di una tassa che era stato ampiamente annunciato che al 99% sarebbe stata abolita. Infine, avrei concluso chiedendogli come mai abbia esposto a questo rischio i contribuenti milanesi invece di reperire fondi in altri modi che non fossero, aumenti tariffari o riduzioni dei servizi, ma tagli alle spese e riduzione delle prebende a tutte le associazioni amiche che il comune continua a finanziare senza sosta.

A questo punto sarebbe stato lui in difficoltà , non io come è accaduto al ragazzo che, complice l’imbarazzo, non ha più saputo incalzarlo per avere risposte sulle altre questioni che aveva posto, come la fallimentare politica di integrazione  adottata nei confronti dei rom, o gli aumenti alle tariffe ATM che ha avuto il coraggio di giustificare dicendo: “Non ce la facevamo più”.

Oggi gli è andata bene, ma non troverà sempre liceali sulla sua strada e se Dio vuole,  alla fine saranno gli elettori a sbarrargliela una volta per tutte.

Otello Ruggeri