MILANO, SCIOPERO DEI TASSISTI. La protesta arriva in Prefettura

Ha  creato gravi disagi alla circolazione lo sciopero dei tassisti di ieri. Circa un migliaio di autisti si sono radunati in piazza San Babila dove hanno esposto uno striscione con scritto Uber spaccia nella Milano corrotta. Abusivi. Raffaele Grassi di Satam-Cna ha spiegato le ragioni della manifestazione: “Andremo in corteo fino in prefettura perché è l’istituzione che rappresenta il governo, ed è giusto che sia il governo ad affrontare il problema della concorrenza di soggetti abusivi, un fenomeno che preoccupa anche in vista di Expo, se non ci sarà un controllo ferreo”.

Verso le undici i manifestanti, preceduti da una decina di macchine,  si sono avviati lungo via Borgogna per raggiungere Palazzo Diotti dove li ha ricevuto il prefetto Tonca. Il corteo ha reso ancora più difficoltà la viabilità già rallentata da tutti quelli costretti a muoversi in auto per la città a causa della loro astensione dal lavoro.

In Prefettura i rappresentanti della categoria hanno esposto le loro lamentele, consistenti nel giudicare insufficiente l’impegno del Comune nella lotta all’abusivismo e passivo nei confronti di Uber e dei suoi autisti, che tramite un applicazione per smartphone  offrono un servizio simile al loro, ma senza avere gli stessi costi e obblighi di legge e quasi a sfidarli, durante lo sciopero Uber ha offerto uno sconto del 20% a tutti i clienti.

Dalla parte dei tassisti buona parte dei rappresentanti dell’opposizione, che si sono espressi in proposito. Il primo a parlare è stato Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale: “La giunta Pisapia non si assume mai la responsabilità di affrontare i problemi e lascia che i disagi li affrontino i cittadini. E’ da maggio 2013 che Forza Italia ha formalmente invitato l’Assessore Maran a effettuare controlli sulle attività di Uber ma l’Assessore ha snobbato la questione fino a esasperare la categoria dei tassisti”.

Sulla stessa linea l’ex vice-sindaco, Riccardo De Corato: “I tassisti di Milano non si sentono abbastanza tutelati dalla concorrenza abusiva di altri servizi, primo fra tutti quello di Uber. E’ assolutamente vero ed è altrettanto vero, che sarebbero necessari interventi legislativi più certi a garanzia del loro lavoro da parte del governo. Ma ricordo che l’organo istituzionalmente preposto a vigilare è il Comune, attraverso la polizia locale, e solo in seconda battuta il Prefetto. Dovrebbe essere soprattutto Palazzo Marino, attraverso la polizia municipale, a garantire il lavoro di questa categoria. Cosa che, invece, continua a non fare, nonostante le promesse fatte nei mesi scorsi dal sindaco Pisapia e dall’assessore Maran”.

Non vogliamo entrare nel merito della questione in cui si contrappongono due categorie entrambe composte da lavoratori che non chiedono altro che potere rimanere tali. Quello che rileviamo è che c’è chi il problema, potrebbe e dovrebbe risolverlo, ma non lo fa e come al solito si tratta dello stesso soggetto: la giunta Pisapia.

Otello Ruggeri