MILANO, ANAGRAFE E MILANESI INGUAIATI DA EQUITALIA. Cittadini costretti a ritirare cartelle che dovevano essere recapitate a domicilio

Una inspiegabile procedura nella notifica delle cartelle Equitalia sta gettando nello scompiglio molti milanesi, e sta mettendo in crisi gli uffici dell’anagrafe comunale. Da qualche settimana infatti, l’ente di riscossione non si sta limitando a depositarvi solo quelle relative agli irreperibili, ma anche quelle di molte persone cui sarebbe possibile notificarle. Perché accada per  ora non è ancora stato chiarito, si sa solo che Equitalia invece di spedire a casa la documentazione relativa a tasse e multe da pagare, manda direttamente l’avviso di giacenza di missive che non ha mai provato a recapitare.

Il risultato è che in questi giorni molti milanesi sono costretti a spendere tempo e denaro per andare a ritirare le cartelle giacenti, mettendo in crisi gli impiegati (incolpevoli) che sono in numero insufficiente a svolgere  la mole di lavoro che senza nessun preavviso né spiegazione è giunta sulle loro scrivanie. Purtroppo, come sempre accade in questi casi, molti si spazientiscono, sia fra chi aspetta, sia fra chi cerca di soddisfarne le richieste e gli alterchi dovuti al nervosismo sono oramai all’ordine del giorno. Una situazione insostenibile per cui il il Comune di Milano, che si ritrova a gestire le consegne inattese, ha chiesto spiegazioni ad Equitalia, spiegazione che per ora non è ancora arrivata ma su cui proviamo ad azzardare qualche conclusione.

I rapporti fra l’amministrazione milanese e l’ente di riscossione non sono più buone come un tempo, sopratutto perché il secondo ha decisamente le aspettative del primo. il Comune in una decina d’anni, ha affidato ad Equitalia 890 milioni di euro da riscuotere e se ne è visti incassare solo 66, una cifra molto al di sotto delle attese, motivo per il quale sta già da tempo valutando se procedere alla riscossione in proprio affidandone magari una parte ad altre società private.

E’ possibile che la dirigenza di Equitalia sia alquanto infastidita da questa prospettiva, e che non sia disposta a investire denaro per un cliente in procinto di lasciarla. Quale modo migliore di contenere le spese se non tagliare sui costi del recapito e gestione facendoli ricadere quasi del tutto su contribuenti e anagrafe. Peccato che il risparmio di Equitalia diventi un costo che pesa sulle spalle dei milanesi. Fortunatamente, questa volta i cittadini avranno modo di rendere la pariglia, già molti avvocati hanno sostenuto che è illegittimo il recapito delle cartelle presso la casa comunale, facendo passare per irreperibile chi non lo è.

Si preparano già i primi ricorsi, speriamo siano molti e che a esserne sommersa questa volta sia la sede di Equitalia.

Otello Ruggeri