MILANO, ALL’EXPO VA IN SCENA: OGGI IL COMICO. Grillo e una delegazione del M5S visitano i cantieri

A Milano non si sentiva certo la necessità della visita di un pagliaccio, ne abbiamo più che a sufficienza dei nostri. La scampagnata fatta da Beppe Grillo, insieme a cinquantina di tra parlamentari, consiglieri regionali, comunali e semplici militanti nei cantieri di Expo 2015, è quanto di più ridicolo e offensivo potesse capitare alla nostra città in questo sabato di fine inverno.

Un guitto senza arte ne parte accompagnato da un gruppo di persone probabilmente senza nessuna competenza specifica su quanto stavano ispezionando, sono venuti a sputare sentenze e a formulate velate accuse verso chi sta lavorando per mantenere a Milano il titolo di capitale economica d’Italia. Titolo che siamo riusciti a conservare nonostante la crisi economica, dalla quale ci stiamo accingendo a trainare fuori tutto il paese anche grazie a Expo.

Avremmo preferito che il comico genovese fosse andato a dire le sue sciocchezze altrove, portando con se il nutrito seguito di amici plaudenti che aveva con se, ma è accaduto, quindi facciamo il nostro dovere di cronisti e ve ne riferiamo.

La delegazione del movimento 5 stelle è arrivata al campo base del cantiere per effettuare un  “ispezione”, ma anche per manifestare “dissenso” verso il modo in cui è stato gestito l’evento.  Giunti su due pullman scortati dalla polizia locale, sono stati accolti dal commissario unico dell’esposizione universale, Giuseppe Sala, cui Beppe Grillo ha rivolto  un monito che sapeva di accusa: ”Sono qui solo per capire e saperne di più Bisogna stare attenti che non ci siano infiltrazioni tra le imprese che hanno preso in subappalto i lavori. È già capitato che qualcuna sia finita sotto indagine. Voglio capire questo Expo cosa ci lascerà dopo”. Pronta e laconica la risposta del commissario: “Le carte sono trasparenti, tutto è trasparente”.

Il luogo del sopralluogo  – scelto dai responsabili di Expo – è stato quello corrispondente a dove sorgeranno i padiglioni di Germania e Equador. Lì, mentre  Grillo parlava  con Sala, i militanti si sono scatenati a fare foto sia dei loro rappresentanti che del cantiere, ripreso anche da una troupe del movimento. I parlamentari dal canto loro, hanno rivolto domande sulla sicurezza nel cantiere e sui materiali impiegati ai dirigenti del cantiere che hanno pazientemente risposto a tutti, negando però il permesso  – per motivi di sicurezza –  di accedere ad altre aree interessate dai lavori.

Conclusa in poco più di mezz’ora l’ispezione al cantiere, Grillo e i suoi si sono diretti a Parco Trenno dove si è tenuto un incontro con alcuni rappresentanti delle associazioni che si sono opposte al progetto delle vie d’acqua, poi  tutti a pranzo in una cascina dove è stato servito un menù  a base di cibi vegetariani e vegani, infine, per chiudere “l’Expò tour” Grillo ha tenuto un comizio al Parco delle Cave.

Durante il comizio (di cui potete trovare ampio resoconto sul suo blog, ma non qui) Grillo ha espresso cattivi presagi: “Speriamo che l’impatto non sia devastante e che la gente arrivi. Se non arriverà la gente sarà un bagno di sangue. Io spero che non lo sia” e giudizi poco edificanti sull’opera in se, dettati in buona parte dalla solita retorica da ultraecologista che gli è appena costata una condanna: “L’idea di mettere in un punto orrendo della Lombardia, che è bellissima, una roba contornata da opere gigantesche, tra viadotti, sottopassaggi, ponti e un’autostrada di 15 corsie da Monza a Milano. È questo «il male peggiore». Insieme, sostiene il comico, all’attesa per 20 milioni di persone. Me lo auguro per milanesi e pil. Ma queste sono idee degli anni ‘70”.

Alla fine, dopo la solita serie di battute scontate e sketch da teatro di periferia, il comico ha ripreso la via per Genova, gli altri per le rispettive, dove speriamo resteranno a lungo prima di farsi rivedere da queste parti.

Otello Ruggeri