MILANO, GLI UCRAINI MANIFESTANO PER IL LORO PAESE. Si ripete il raduno domenicale per la pace

La parte della comunità ucraina milanese contraria all’invasione russa della Crimea,  si è riunita domenica di fianco alla stazione centrale. per manifestare a favore della propria Patria sull’orlo della guerra.

Un incontro che si ripete tutte le domeniche da quando è iniziata la crisi Ucraina, vi partecipano anche alcuni italiani solidali a vario titolo con il paese o con qualcuno dei suoi cittadini, fra essi una nostra vecchia conoscenza: Moreno Firmo, politico brianzolo di lungo corso, già esponente Alleanza Nazionale, ora fra gli animatori dell’associazione “Noi di Destra“. Incuriositi dalla sua presenza che testimonia come sempre la destra italiana sappia spalmarsi su tutti i lati di un campo di battaglia, gli abbiamo chiesto perché si trovasse li.

firmoCosì, mentre i presenti intonavano canti struggenti e recitavano poesie nella loro lingua natale,  Firmo ci ha detto: “La critica maggiore degli organizzatori è indirizzata alla stampa e TV italiana in larga parte supina alla disinformazione della potenza russa e del suo braccio economico Gazprom che ha nell’ENI un altrettanto influente alleato in Italia e questo spiega tutto”.

Quindi voi condividete questo punto di vista? “Come rappresentante dell’Associazione Noi di Destra – spiega Firmo – ho solidarizzato da subito con questa iniziativa. Per Noi il sentimento Nazionale viene prima di ogni altra considerazione politica e non potevamo non appoggiare quelle donne e madri che a migliaia lavorano nelle nostre famiglie, lontane dal loro Paese, per mantenere i propri figli che ora rischiano di partecipare alla guerra. Noi siamo dalla loro parte, dalla parte di una Nazione libera e indipendente e che tale vuole rimanere”.

Un opinione interessante che raccogliamo e uniamo a tutte quelle simili e di segno contrario che abbiamo ascoltato nelle ultime settimane. Ringraziamo Moreno e lo salutiamo ricevendo in risposta un “Slava Ukraina!”. Non sappiamo cosa vuol dire, ma suona bene, speriamo sia di buon auspicio per quel paese tormentato.

Otello Ruggeri per La Critica