MILANO, MANEGGI PER ACCREDITARE UN CANDIDATO. Nessuno grida “al Lupi” e lui si mangerà tutti gli avversari

Una cosa è certa, Maurizio Lupi non ha ancora abbandonato l’idea di diventare sindaco di Milano e con lui non lo ha fatto il partito cui appartiene. Non si sa ancora se e in che termini si svolgeranno le primarie con cui il centrodestra sceglierà il suo candidato, ma il Ministro delle Infrastrutture e il Nuovo Centro Destra vogliono essere della partita, non fanno nulla per nasconderlo anzi, si muovono già strategicamente per spianare la strada verso l’investitura.

Chi vuole concorrere per la stessa carica dovrebbe fare attenzione a cogliere i segnali che giungono dal partito di Alfano e cominciare a muoversi di conseguenza se non vuole trovarsi spiazzato quando sarà il momento di andare a contare i voti. L’enfasi con cui una questione romana, come lo spostamento di un senatore da un gruppo parlamentare a un altro, è stata presentata a Milano, dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per tutti i competitor di Lupi, soprattutto per le parole utilizzate nel farlo.

Durante il convegno che si è svolto al teatro Dal Verme, dopo avere comunicato il passaggio di Gabriele Albertini al NCD, Alfano, lo ha così definito “Un grande sindaco che ora fa più’ bello e più grande Ncd”, significando: l’ultimo che ha lasciato un ricordo positivo nei milanesi, mentre la Moratti che non è mai stata amata è rimasta in Forza Italia. Albertini di rimando si è profuso in complimenti per Luigi Casero e Maurizio Lupi in particolare, quasi a volergli dare la sua benedizione.

Lupi, a sua volta presente ha sottolineato, “Dobbiamo senza più’ perdere tempo uscire dalla palude e dare delle risposte, su Milano ci sarà una grande attenzione del NCD e mia in prima persona”, sorridendo all’ex sindaco quando con un: “Si puo’ governare una citta’ efficientemente senza dover chiedere soldi ad altri” ha fatto da sponda al suo commento negativo sull’insoddisfazione espressa dal sindaco Giuliano Pisapia per la mancanza di esponenti milanesi di centrosinistra nel governo di Matteo Renzi.

Che Lupi darà una grande attenzione a Milano ne siamo convinti anche a noi, tenersi aperta la possibilità di sedere sulla poltrona di sindaco della capitale morale d’Italia non è cosa da mettere in secondo piano per nessuno. A stupirci è il fatto che conservi ancora tutto questo amore per la nostra città dopo una quindicina d’anni, durante i quali da queste parti lo si è visto assai di rado. La sua è una candidatura che non ci convince per svariati motivi, primo fra tutti quello che sembra dettata più da motivi di opportunità politica e prestigio personale piuttosto che dall’effettivo amore per Milano.

La sua è comunque una candidatura di peso, basata su un personaggio di grande notorietà il cui nome è famigliare ai milanesi, che – non conoscendo le alternative – potrebbero votarlo in massa per liberarsi di Pisapia. Notorietà per altro ottenuta grazie a Forza Italia il partito cui ha recentemente voltato le spalle per aderire al NCD contribuendo in modo decisivo al perdurare del governo Letta oltre che alla formazione di quello Renzi. Normalmente, tradire il voto degli elettori aderendo a un partito che si definisce di destra, per sostenere due governi di sinistra, non sarebbe una gran referenza, ma con gli arancioni che corrono anche l’improbabile diventa plausibile.

Probabilmente se lo interrogassimo sulle sue scelte ci darebbe la stessa assurda spiegazione sentita oggi da Albertini: “Non siamo cambiati noi, ma sono cambiati loro”, accusa che rivolta a chi è rimasto a destra da chi sostiene la sinistra sembra pronunciata solo per offendere l’intelligenza di chi ascolta, scusa che probabilmente nasconde il non avere mai digerito l’essersi visto negare una candidatura che si era a lungo desiderata.

Nonostante tutto questo, Lupi al momento rimane vincente con ampio margine, per il semplice motivo che i nomi dei suoi futuri avversari ancora non si sanno e quelli che possiamo immaginare non sono abbastanza famigliari agli elettori per poterlo contrastare. Quindi, per evitare di trovarci in futuro con un sindaco di destra che appoggia la sinistra, che si fa votare in un partito per poi aderire a un altro  e che – per quello che conta – ci è meno simpatico della Moratti, suggeriamo a Fratelli d’Italia, Forza Italia etc etc di rendere noti in fretta i loro candidati e ai prescelti di cominciare fin d’ora di farsi conoscere ai milanesi, perché due anni sono interminabili per chi si trova ad essere amministrato dalla giunta Pisapia, ma brevissimi per chi vuole candidarsi a sostituirla.

Otello Ruggeri per La Critica