MILANO, PISAPIA PIANGE LE POLTRONE PERDUTE. Renzi snobba i suoi uomini e lui fa l’offeso

Le lamentele di Giuliano  Pisapia per non avere visto nessuno dei suoi uomini entrare nel governo Renzi, danno la misura di quanto poco capisca di politica il sindaco di Milano. Guidando una giunta appiattita sulle posizioni estremistiche di SEL ci si chiede come potesse sperare gli fosse dato spazio a Roma dove il partito di Vendola è all’opposizione.

Di Renzi si può dire tutto tranne che sia uno stupido, sa bene quanti danni all’immagine della sinistra democratica sta facendo il modello di amministrazione arancione. Come ha silenziosamente estromesso la deleteria Kyenge dal suo esecutivo, lo stesso ha fatto con i rappresentanti di quella che oramai è da tutti considerata una compagine mossa solo da motivi ideologici e assolutamente incapace di svolgere il proprio compito.

Spiace che in tutto ciò sia finita coinvolta l’intera città che ha visto ridotta la sua rappresentanza al lumicino. Si tratta solo dell’ennesimo danno causato a Milano da un amministrazione che è riuscita nell’impresa di essere invisa anche al leader dello schieramento in cui si riconosce, ma è forse meglio per i milanesi non averla una rappresentanza piuttosto che essere confusi con chi si fa portatore di certi metodi e idee.

Ad aumentare il “rammarico” del Sindaco il vedere che i pochi ministri, viceministri o sottosegretari in quota Milano appartengono tutti a partiti di centrodestra che saranno suoi avversari alle prossime elezioni. Maurizio Lupi (che potrebbe concorrere alla poltrona di sindaco) è stato confermato ministro delle Infrastrutture con al suo fianco Luigi Casero viceministro all’Economia. Entrambi in ruoli che faranno da ponte fra Roma e Milano impegnata nella realizzazione di Expo 2015.

Manifestazione sulla cui riuscita non spera solo la nostra città, ma l’Italia intera, che potrebbe essere trainata fuori dalla crisi grazie all’indotto da essa generato. Un evento che ci è stato regalato dall’ex Sindaco Moratti, ultimo ricordo di un tempo in cui le amministrazioni milanesi si impegnavano a costruire e amministrare non a distruggere e educare.

Quindi signor sindaco non versi troppe lacrime e se proprio vuole farlo pianga se stesso, così fa chi è causa dei propri mali.

Otello Ruggeri per La Critica