MILANO BLOCCATA DALLA BUROCRAZIA SOVIETICA. A causa delle nuove regole dell’Assessore Granelli AMSA non riesce più a rimuovere le biciclette abbandonate

Una ne pensano cento ne sbagliano. Un tempo gli addetti dell’AMSA rimuovevano senza troppe difficoltà le carcasse di biciclette sparse per la città, purtroppo per “aiutarli” la giunta ha deciso di regolamentare questa attività, rendendogli di fatto impossibile svolgerla.

Fino all’estate scorsa, la decisione se una bicicletta fosse abbandonata o meno era affidata al buon senso e spirito di osservazione degli operatori ecologici, metodo efficiente che non aveva causato lamentele da parte dei cittadini, ma la giunta che vuole educare i cittadini invece di amministrarli non poteva certo permettere che un compito così delicato fosse affidato a un “senso” che non fosse il suo, così ha deciso di legiferare e regolamentare, e come spesso accade lo ha fatto in modo sbagliato.

Da allora le biciclette abbandonate hanno cominciato a moltiplicarsi senza che più nessuno se ne occupasse. Vediamo nel merito cosa è successo: secondo il provvedimento emesso dal comune gli addetti non possono più rimuovere di loro iniziativa le carcasse, ma devono farlo solo su segnalazione dei vigili urbani, dopo che  questi ne hanno verificato l’abbandono e prima di farlo devono seguire una procedura cervellotica limitata da regole improbabili, che oltre ad allungare i tempi riduce notevolmente il numero di quelle che possono essere rottamate.

I vigili una volta avvistata una bicicletta all’apparenza abbandonata devono apporvi un apposito adesivo e tornare dopo venti giorni (!!!) per vedere se è ancora lì, in tal caso possono segnalarla all’AMSA che prendendosi il tempo necessario provvederà a rimuoverla. Basterebbe già l’avere allungato i tempi di permanenza sulle strade di un rottame da un paio di giorni a più di tre settimane per definire assurda la procedura, ma non è finita qui. Secondo i criteri stabiliti dal comune una bicicletta per essere definita abbandonata deve essere “privi di catena o ingranaggi indispensabili al funzionamento, di entrambe le ruote, oppure del manubrio, oppure con il telaio deformato”, evenienza che raramente si verifica con il risultato che sui marciapiedi sono sempre più le carcasse che non possono essere rimosse.

Sono gli stessi vigili a spiegare che “È rarissimo che una bici abbandonata sia priva di entrambe le ruote, dal momento che spesso vengono legate proprio passando la catena  fra i raggi Allo stesso modo, il manubrio è una delle ultime parti a essere rubate”, Amsa, dal canto suo ha le mani legate dalla burocrazia e i suoi operatori pur passando più volte nei pressi di mezzi che andrebbero rimossi non possono fare altro che guardarli e lasciarli dove sono.

E’ giusto dare a chi li ha i meriti di questa geniale operazione: la delibera della giunta comunale dello scorso 5 luglio porta la firma dell’assessore alla Polizia locale, Marco Granelli, bravo, ottimo lavoro.

Otello Ruggeri per La Critica