MILANO, UNA GIUNTA DI TERRACOTTA MESSA SOTTO SCACCO DAI COMITATI. Addio alle vie d’acqua, gli antagonisti dicono no e l’amministrazione s’inchina al loro volere

E’ sempre stata dura la vita per i vasi di terracotta a Milano, se ci si conosce come tali sarebbe meglio tenersi lontani da attività che espongono a pressioni quali può essere la politica. Se non si hanno la fermezza e il coraggio necessari per prendere decisioni, che pur essendo nell’interesse di tutti, sono osteggiate dalle flange  più prepotenti dell’opinione pubblica, è meglio che ci si dedichi ad altro piuttosto che ad amministrare una grande città.

“Non c’è dubbio che il progetto delle Vie d’Acqua sarebbe stata una grande cosa, con le piste ciclabili, le bonifiche e i bellissimi parchi. Stiamo a vedere, se ci sarà la possibilità di una ipotesi B e quale sarà”. Con queste parole Giuliano Pisapia ha annunciato la decisione di sospendere il progetto del canale per collegare il sito di Expo 2015 al Naviglio Grande. Mentre lo faceva in molti si saranno chiesti dietro a quali banchi si nascondessero i bravi di Don Rogrigo che lo minacciavano con uno schioppo.

Dopo che il sindaco ha dato la notizia dell’abbandono del progetto, il commissario straordinario Giuseppe Sala ha convocato un vertice con il prefetto Francesco Tronca, il Governatore Roberto Maroni, il presidente del Provincia Guido Podestà, lo stesso Pisapia e il suo braccio destro Gianni Confalonieri. Una riunione a buoi scappati in cui il sindaco ha chiesto siano rafforzati i controlli sul sito di Expo 2015, non solo sul versante delle infiltrazioni mafiose, ma anche in quello di no tav, no expo e altri soggetti simili, che nella manifestazione potrebbero vedere una vetrina internazionale in cui inscenare le loro proteste. In buona sostanza il sindaco chiede che queste persone siano controllate solo dopo che sono riuscite a bloccargli i lavori del canale, un raro caso di visione prospettica a posteriori

A Palazzo Marino l’opposizione se l’è presa con il Direttore del Settore Rapporti Istituzionali, Gianni Confalonieri, colpevole di non essere riuscito a trattare con i cittadini e la società  Expo, facendosi inoltre condizionare dai centri sociali con il risultato di fare saltare il progetto delle vie d’acqua. Accusato di “incapacità”, “debolezza”, “scarse attitudini la dialogo”, ha trascinato con se tutta l’amministrazione, che è stata incalzata Forza Italia, “La giunta Pisapia si sta rivelando completamente inadeguata a gestire un evento internazionale come Expo 2015. I ritardi e la colossale incompetenza degli arancioni stanno mettendo a rischio l’Esposizione Universale. Chiediamo  di rivedere la posizione di Confalonieri e una seduta straordinaria di consiglio comunale straordinario per una valutazione politica di quanto accaduto”.

Nonostante l’accaduto e i rilievi ricevuto, Giuliano Pisapia ha confermato la sua “massima fiducia”  nei confronti di Gianni Confalonieri, affermando che si tratta di accuse pretestuose  nei confronti di un dirigente che avrebbe fatto il suo dovere  “confrontandosi in numerose assemblee pubbliche e incontri con i Comitati, ha cercato in ogni modo di trovare una soluzione adeguata e praticabile del percorso della vie d’Acqua”, il fatto che non ci sia riuscito non ha evidentemente indotto il sindaco a una riflessione più approfondita.

A smentire che le cose siano realmente andate così, ci sono però gli stessi oppositori del progetto, non parliamo ovviamente degli antagonisti di TorchieraLambretta e Fornace, che hanno sabotato i lavori con blocchi e danni ai cantieri, si sarebbero opposti anche se si fosse stato in corso di realizzazione il paradiso in terra, ma dei comitati di cittadini che se avessero ricevuto proposte concrete e sensate sarebbero stati disposti a discutere.

A spiegarlo con una nota emessi mercoledì, sono stati gli stessi comitati No Canal, No Vie d’AcquaCambia Canale: “Nessun comitato ha mai aderito ad una ipotesi di accordo definita e definitiva, perché mai Expo ed il Comune di Milano hanno presentato una ipotesi di accordo definitiva e complessiva in grado di salvaguardare tutti i parchi coinvolti, e sempre sono state ignorate le proposte di Italia Nostra di un percorso usando fontanili e canali pre-esistenti; e respingiamo l’accusa di atti vandalici o sabotaggi, l’unica cosa illegale erano i cantieri stessi”

Purtroppo, è sempre più evidente  l’inadeguatezza della giunta Pisapia a gestire l’evento, sintomatica quanto l’incapacità di opporsi ai prepotenti con la stessa determinazione cui impone ai cittadini norme assurde e tasse insostenibili. Comprendiamo che è difficile amministrare una città complessa con Milano, ma non sempre ce la si può cavare portando via le bandiere ai morti, talvolta è necessario sapersi confrontare anche con i vivi, e se non si è in grado di farlo è meglio dedicarsi ad altro.

Otello Ruggeri per La Critica