FORZA ITALIA NON E’ UN ALBERGO A ORE. Non c’è posto per gli alfaniani pentiti

Negli ultimi mesi, negli eventi organizzati da Forza Italia, abbiamo spesso sentito parlare di meritocrazia, di valorizzare la militanza… un nuovo corso del partito insomma. Purtroppo a smentire subito i buoni propositi fatti, è venuta la nomina di Giovanni Toti a coordinatore unico del partito. Scelta incontestabile, sia perché presa a titolo personale da Silvio Berlusconi, sia perché è impossibile valutare – nel bene o nel male – una persona che non ha mai lavorato nel movimento, ma a molti ha lasciato lasciato l’amaro in bocca.
Toti in tutto questo non ha colpe,  avrà modo di dimostrare il suo valore, certo è che ai militanti di lungo corso è rimasta indigesta questa decisione calata dall’alto, in un momento in cui si prometteva di valorizzare chi partendo dal basso nel partito ci ha trascorso una vita intera.

Il timore che il metodo possa persistere preoccupa molti dei militanti seri. Quelli che non si sono fatti attrarre dalle fanfare di facili carriere in partiti nati da un tradimento. Persone che sono rimaste fedeli a Forza Italia in uno dei suoi momenti peggiori mantenendo in vita il partito,  che ora temono sia accolta con favore dalla dirigenza la diaspora di ritorno di quelli che lo lasciarono.

Se si deciderà per un gesto di clemenza nei confronti dei transfughi, dovrà essere accompagnato da un bagno di umiltà per tutti loro. Niente cariche o candidature quelle spettano a chi è rimasto meritandosele. Già in molti non si spiegano perché, Alan Rizzi, dopo avere annunciato che avrebbe aderito al NCD (non si sa perché) e il successivo ripensamento (non si sa perché), abbia mantenuto la carica di Capogruppo in Consiglio Comunale e continui a comparire a fianco della dirigenza in conferenze, convegni e comizi. Aggiungere a lui, altri che l’abbandono lo hanno messo in pratica, sarebbe il modo migliore per demotivare i militanti e disgregare il partito.

E’ un momento delicato questo per Forza Italia, con nell’immediato la scadenza elettorale delle Europee, in un futuro mai troppo prossimo le amministrative milanesi e le politiche più lontane nel tempo, i prossimi cinque anni potrebbero essere decisivi per l’esistenza del partito. Per affrontarli serve sia unito e coeso, non si può certo sperare di renderlo tale puntando su chi non è di provata fedeltà scontentando quelli che invece sono sempre stati affidabili.

Vedremo. Probabilmente la dirigenza molto presto sarà chiamata alla prova Bernardo. Andatosene perché Forza Italia si era spostata (a suo parere) troppo a destra vorrebbe tornare perché il Nuovo Centro Destra è andato troppo a sinistra. Per quanto ne sappiamo Forza Italia è rimasta dov’era e per coerenza a lui spetterebbe il limbo che sta fra queste due posizioni. Ma non siamo noi a decidere, chi lo farà sia almeno cosciente del fatto che quanto deciderà traccerà una linea di condotta che probabilmente segnerà il futuro del partito.

Otello Ruggeri