MARONI E FORMIGONI. Indegni figli di una Patria che non meritano

Roberto Maroni ha finalmente fatto vedere a tutti di che pasta è fatto, quella che ci aspettavamo del resto, la stessa di cui sono composti buona parte di quelli che appartengono al suo partito, un impasto di antipatriottismo e affarismo che gli fa considerare più importante la presenza dell’India a Expo, piuttosto della salvezza dei nostri Marò. Peggio di quello che ci saremmo aspettati dalla sinistra più becera.

“Non sono d’accordo l’Expo va salvaguardata da altre vicende”, ha detto opponendosi alle mozioni presentate da Forza Italia in Regione e Fratelli d’Italia in consiglio comunale, per chiedere l’estromissione dell’India da Expo.  Ennesima dimostrazione che appoggiare il movimento padano, è foriero di delusioni per il centrodestra e di umiliazioni per il Paese.

Sorprende, ma non troppo visto il suo amore per gli affari, che ad appoggiarlo ci sia il suo predecessore Roberto Formigoni che twitta  “saremmo subito sanzionati dal Bie e pagheremmo penali altissime” dimenticando che il valore della vita di due uomini non può essere quantificato dal costo che potrebbe avere salvarla. Strano per un Cattolico mettersi a fare considerazioni del genere davanti alla salvezza di due persone, probabilmente a condizionare  i suoi pensieri ci sono gli interessi di Cielle che quando c’è da mischiare incenso e denaro non è seconda a nessuno, ma questa volta si è andati decisamente oltre i limiti della decenza.

Due atteggiamenti che vanno contro il sentire dell’opinione pubblica che fortunatamente hanno già trovato la ferma opposizione di molti politici che, pur con tutti i loro difetti sono certamente più degni di chiamarsi italiani rispetto a loro. Seguiranno consigli regionali e comunali in cui Giulio Gallera e Riccardo De Corato, per citare i soli presentatori delle mozioni, potranno cercare di fare prevalere la linea patriottica che ci auguriamo abbia la meglio e se così non sarà che almeno dicano in faccia a Maroni quello che tutti gli italiani per bene pensano di lui.

Questo paese non ha bisogno  né dii Formigoni né di Cielle, né di Maroni o di leghisti che pensano solo agli affari loro, una nazione la si costruisce prima di tutto sull’identità poi sugli interessi, che solo in presenza di un popolo convinto di essere tale possono essere condivisi. Vadano i primi a ritirarsi in convento a meditare che male non e i secondi se l’Italia non gli piace facciano pure la loro diaspora dove preferiscono e portino pure con se i loro straccetti verdi, ma la terra no, quella è nostra e non si tocca.

Spiace doversi arrabbiare al mattino per colpa di due italiani indegni, quando si sa che due fieri d’esserlo sono lontani da casa e per colpa dei primi potrebbero rimanerci ancora a lungo.

Otello Ruggeri per La Critica