MILANO, RIMPATRIATA FRA AMICI IN VIALE PADOVA. Ma Repubblica diffama Mazzali e Limonta

Spiace veramente vedere come in città lo scontro politico stia scadendo di qualità al punto che l’opposizione e alcuni quotidiani arrivino a diffamare gratuitamente i consiglieri di maggioranza.

Sabato, su richiesta de la Digos, è stato cambiato il percorso del corteo organizzato dalla Lega Nord in viale Padova per evitare che i padani disturbassero un gruppo di persone (fra cui Mirko Mazzali e Paolo Limonta) amichevolmente riunite nei pressi dell’incrocio con via Giacosa, in seguito a ciò, il consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia, Giulio Gallera, ha emesso il seguente comunicato: “Quello che si è consumato domenica è l’ennesimo avvilente teatrino messo in piedi da una sinistra che ormai crede di poter tenere sotto assedio Milano senza alcun rispetto delle regole e delle istituzioni. Gravissimo è poi che certi comportamenti arrivino proprio da chi ricopre ruoli istituzionali”.

Spiegando,  ”La partecipazione di Mirko Mazzali e Paolo Limonta, rispettivamente presidente della Commissione Sicurezza e braccio destro del sindaco Pisapia, a un presidio non autorizzato dal questore organizzato da sigle di sinistra per impedire un corteo della Lega Nord in via Padova. Tutti, anche i politici, hanno certamente il diritto di manifestare il proprio dissenso, ma è d’obbligo farlo nel pieno rispetto delle regole. Se questo presupposto viene a mancare allora viene meno anche il principio imprescindibile della legalità. Mi chiedo quale garanzia di sicurezza possa dare ai suoi cittadini il presidente della Commissione Sicurezza (appunto) Mazzali partecipando ad un corteo illegittimo che ha richiesto la presenza di circa 100 agenti per mantenere l’ordine. Francamente mi sembra una situazione assurda, per questo come Forza Italia chiediamo le dimissioni di Mirko Mazzali e Paolo Limonta dai loro incarichi e una chiara e netta presa di distanza da parte del sindaco e della giunta”.

Quasi immediata la risposta di Mirko Mazzali, consigliere comunale di Sel, “”Sorprende che un avvocato come il consigliere Gallera ignori così platealmente l’art.18 Tulps e confonda presidio, corteo, manifestazione e semplice incontro di persone. Nessun presidio non autorizzato era in corso, la strada era libera, nessun corteo era in atto, le forze dell’ordine presenti non hanno intimato a nessuno di andarsene. Intanto che c’è il consigliere Gallera, dopo l’art. 18 Tulps, ripassi anche l’art .595 c.p., diffamazione, così la prossima volta, lui si, non commetterà un reato.”

Constatiamo con stupore che Gallera non è stato l’unico ad abusare del termine “presidio”, lo ha fatto anche quella che dovrebbe essere la stampa amica della Giunta Pisapia. Leggiamo su Repubblica di domenica un brano della cronaca dell’episodio così come la narra Massimo Pisa, “Di là sulla rotonda che incrocia via Giacosa li aspetta un filo di mutande verde di cartone a memento del governatore piemontese Roberto Cota e i cartelli del centinaio di persone del PRESIDIO antirazzista” per poi elencare alcuni dei presenti, fra cui per l’appunto Mazzali e Limonta ingiustamente inseriti fra le fila di un inesistente presidio.

Spiace che non si possa più fare una passeggiata fra amici in viale Padova senza essere diffamati dal primo giornalista che passa, in verità però, spiace molto di più che in certi orari , camminarvi sia una scelta fatta a proprio rischio e pericolo.

Otello Ruggeri per La Critica