MILANO, SI MOLTIPLICANO GLI EPISODI CRIMINALI. Solo la giunta sembra non accorgersene

Torna sul tavolo la questione sicurezza, ma solo su quello di opposizione e cittadini, perché la giunta e l’assessore Granelli continuano a negare che a Milano vi sia una recrudescenza di episodi criminali. Purtroppo negli ultimi mesi, altri gravi problemi quali bilancio e piano edilizio hanno distolto l’attenzione da quello che dovrebbe essere il principale motivo di preoccupazione per chi ha a cuore il bene dei milanesi. I cittadini però non hanno mai smesso di fare i conti con l’aggressività di delinquenti, sempre più convinti di potere contare su un impunità regalata loro, non certo dalle forze dell’ordine, che svolgono il loro lavoro ben oltre i propri doveri, ma da chi ha tolto a Carabinieri e Polizia l’appoggio che ricevevano dall’Esercito e dalle squadre di Polizia Locale un tempo addette alla prevenzione del crimine.

A richiamare l’attenzione di tutti sono stati due episodi avvenuti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, che solo la fortuna ha voluto non avessero risvolti drammatici. Una rissa avvenuta in piazza Aspromonte fra due clan di nomadi rivali, nel corso della quale sono stati sparati alcuni colpi di pistola che hanno ferito una persona e un ragazzo italiano che versa in gravi condizioni in ospedale dopo essere stato preso a sprangate e accoltellato da un gruppo di stranieri nei pressi di piazza De Angeli.

Fatti avvenuti in zone centrali di Milano, non in qualche periferia degradata, che dovrebbero fare riflettere chi amministra la città sulle decisioni prese, soprattutto in vista del fatto che a commetterli sono stati proprio quelli, che da un lato non si sa integrare e dall’altro si vorrebbe accogliere indiscriminatamente,  pur sapendo di non potere offrire loro nessun mezzo per sopravvivere alternativo al delinquere.

Riccardo De Corato (FdI) trattiene a fatica la rabbia quando ne parla, “A pochi giorni dall’algerino che in Stazione Centrale ha cercato di uccidere un uomo con una mannaia. A pochi mesi dalla sparatoria di Quarto Oggiaro. L’altra sera alle 22 e 30 in piazza Aspromonte per un regolamento di conti fra famiglie dell’est europeo, sono sbucate le pistole, accompagnate da mazze, coltelli e bastoni. Un gruppo di dieci persone è entrato in un bar e ha cominciato a picchiare e sparare con un proiettile che sfonda la finestra di un appartamento vicino. Infine Ieri un ragazzo è stato accoltellato in piazza De Angeli alle sette di sera e ora lotta tra la vita e la morte. Ho citato solo i casi più eclatanti, ma a Milano si contano ogni giorno aggressioni, furti o rapine, anche più di uno al giorno, in zone centrali e in orari in cui le strade sono ancora frequentate. Non vogliamo dire che siamo al Far West? La città Arancione è pericolosa, non lo dico io, lo dicono i fatti di cronaca. E invece sono stati ridotti i turni dei vigili, i controlli sui mezzi di superficie Atm e non si vedono più i militari per strada”.

Più contenuta, ma non meno decisa la reazione di Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, “La sicurezza non è né di destra né di sinistra: è il fattore determinante per la qualità della vita dei cittadini. Un milanese che ha paura degli scippi, delle aggressioni, dei furti, degli scontri sempre più violenti tra bande rivali, non è un reazionario: è semplicemente un cittadino stanco di un Comune che ad ogni notizia di cronaca nera si gira dall’altra parte. La sinistra ha una cecità storica su questo punto, o per meglio dire un marcato strabismo: gli autori dei reati ricevono comprensione e attenzione come vittime, e le vittime sono guardate dall’alto in basso, come colpevoli di moleste rivendicazioni. Per Milano è tempo di una alternativa seria e moderata, che metta alla porta le indulgenze preventive contro chi delinque e difenda i cittadini, le loro case, le loro strade. Qualsiasi milanese ricorda i livelli di sicurezza di quando governava il centrodestra e quelli imbarazzanti di oggi: il resto è propaganda”.

Ora non resta che stare a guardare cosa non farà anche questa volta il sindaco Pisapia.

Otello Ruggeri Per La Critica