INTERVISTA ALL’EUROPARLAMENTARE SUSY DE MARTINI. Alla ricerca di un vero centrodestra europeo

Buongiorno onorevole De Martini, ho letto la sua biografia trovandola molto interessante, spero non le dispiacerà se le faccio un paio di domande sul suo passato prima di passare al suo impegno politico attuale. 

Lei tornò con successo in Italia dagli Stati Uniti in seguito alla prima legge per il rientro dei cervelli. Le successive esperienze del genere hanno ottenuto risultati sempre più deludenti sia sul piano numerico, sia su quello qualitativo. Cosa pensa sia necessario fare per rendere nuovamente appetibile il rientro nel nostro paese ai tanti ricercatori e scienziati che lo hanno lasciato?

Infatti, siamo ritornati in pochi grazie alla legge sul rientro dei cervelli. I ricercatori rappresentano il futuro del Paese ma purtroppo al momento l’Italia offre ben poche opportunità. Gli scienziati e i ricercatori che hanno lasciato l’Italia e che lavorano all’estero potranno ritornare solo se si riforma giustizia, burocrazia e fiscalità e, quindi solo se l’Italia sarà in grado di creare un ambiente favorevole per gli investitori, sia Italiani che stranieri che potranno così offrire nuove opportunità appetibili a chi sfiduciato ha lasciato il Paese.

Lei è stata  Vice-capo struttura del G8 di Genova del 2001, cosa le rimane di quell’episodio che nel bene e nel male ha così profondamente segnato il recente passato del nostro paese?

Mi rimane la fierezza di aver avuto il coraggio di denunciare gli appalti truccati e di aver vinto una causa contro Bruno Vespa che mi aveva calunniato per proteggere gli amici dei suoi amici. E’ incredibile che, mentre dal punto di vista politico Berlusconi ha avuto uno straordinario successo durante quell’evento per i suoi rapporti internazionali, il sottobosco politico abbia invece dato il peggio di se sia nella gestione degli appalti che dell’ordine pubblico come hanno dimostrato I dolorossissimi eventi della Diaz.

In passato si è coraggiosamente scontrata con i vertici di Forza Italia su temi politici ed etici, sopratutto quando si confondeva l’essere liberali con l’essere libertini. Com’è oggi il suo rapporto con il partito?

Oggi ho deciso di aderire a Forza Italia perché credo che sia l’unico partito in grado di dare una risposta concreta ai problemi dell’Italia e a garantire un posto di primo piano per il nostro Paese in Europa. Il ritorno agli ideali e al programma del 94 mi hanno convinto. Berlusconi è l’unico leader in grado di traghettare l’Italia fuori dalla crisi e avere il riconoscimento che merita sul piano internazionale.

Viste le sue  radici politiche conservatrici ha deciso di entrare gruppo dei  Conservatori e Riformisti Europeicome si conciliano le sue  posizioni euro critiche con l’attività di parlamentare europeo?

Ho aderito al gruppo dei conservatori e riformisti europei perché ritengo che sia l’unico gruppo politico attivo al Parlamento europeo capace di portare in Europa gli ideali dell’unico vero partito di centro destra che c’è oggi in Europa, ovvero quello dei conservatori inglesi di David Cameron. Non vogliamo distruggere l’Europa ma riformarla su basi diverse. Vogliamo un’Europa più vicina ai cittadini e non a guida esclusivamente tedesca. La mia attività di parlamentare europeo è dedicata a portare avanti queste idee.

In cosa è consistito fino ad oggi il suo lavoro all’interno della commissione europea, quali provvedimenti le hanno dato maggiore soddisfazione e quali spera di portare a termine prima della scadenza del mandato?

Nel mio ruolo di parlamentare europeo ho avuto come obiettivo principale quello di fare gli interessi del nostro Paese e in particolare dei piccoli e medi imprenditori che ne costituiscono il terreno produttivo. La cosa di cui vado particolarmente fiera è aver portato all’attenzione della Commissione europea il problema dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione alle nostre imprese. Secondo la legislazione europea lo Stato italiano ha l’obbligo di pagare i propri debiti entro 30 giorni. In Italia le imprese aspettano fino a 170 giorni prima di essere pagate! In seguito alla mia denuncia, il Commissario Tajani ha promesso azioni e ora la Commissione lancerà una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia che sarà così obbligata a rispettare il termine indicato nella legislazione europea. Per il futuro, conto di battermi in Europa per migliorare la situazione della sanità italiana che versa in condizioni disastrose. 

– Nel suo futuro c’è ancora l’Europa o pensa di volgere la sua attenzione verso altri fronti?

Spero che gli elettori premieranno le persone che portano i loro interessi nelle aule del Parlamento europeo e di poter avere a disposizione altri cinque anni per ricambiare la loro fiducia.

Grazie per il tempo che ci ha dedicato le auguro buona fortuna per i suoi impegni futuri.

Otello Ruggeri per La Critica