RINNOVATA L’ESPERIENZA DI DOTESCUOLA. Introdotto l’indicatore ISEE, soddisfatte le richieste di chi voleva continuare ad iscrivere i propri figli nelle scuole paritarie.

E’ stata approvata ieri in Regione Lombardia la delibera che rinnova l’esperienza di Dotescuola  arricchita dell’introduzione in via sperimentale dell’indicatore Isee, al posto del precedente indicatore reddituale.

Molto soddisfatto del risultato il presidente Roberto Maroni, che spiega così la novità introdotta, “Una scelta che ci consente di uniformare questo tipo di contributo a quelli che la Regione eroga in altri settori, per evitare di dare un contributo a chi già ne riceve per altri motivi e scongiurando il rischio di penalizzare qualcuno”. Il provvedimento sarà sottoposto a monitoraggio per valutarne i risultati e –  prosegue Maroni – “è stata posta maggiore attenzione a ricerca e innovazione per  fare rete fra imprese, mondo della ricerca e università, attraendo investimenti e cervelli‘”.

L’obbiettivo della Regione è quello di garantire sviluppo economico e benessere al proprio territorio, mettendo risorse nei luoghi dove si formano i formatori, ossia nel mondo della scuola, premiando le eccellenze,in particolar modo quelle che vanno verso l’innovazione. Le decisioni prese hanno suscitato l’interesse di imprese e mondo accademico, soprattutto, conclude  Maroni, “L’idea dimettere in rete le tredici università lombarde, con la Regione che si occupa del coordinamento e favorendo una stretta collaborazione fra gli istituti, a tutto vantaggio della crescita economica e del benessere della Lombardia”.

Positivo il giudizio di Mariastella Gelmini, regionale di Forza Italia, “Oggi la Regione Lombardia conferma di essere un modello di accesso all’istruzione per tutti. Il via libera alla Dote Scuola per l’anno in corso, con 30 milioni di investimento per le famiglie è una bella notizia, insieme all’introduzione dell’ ISEE che ottimizza la destinazione del sostegno al reddito. Anche la conferma della Dote Merito è un successo che rilancia la Lombardia come Regione per l’attuazione vera del diritto allo studio per i capaci e i meritevoli, in linea con il dettato costituzionale”.

La Gelmini tiene poi a sottolineare l’importanza di dare a tutti la possibilità di iscrivere i propri figli nella scuola che si preferisce, “In un contesto di pesante riduzione dei trasferimenti statali, la Lombardia conferma con risorse proprie gli investimenti sulla famiglia e sulla scuola: è così che si creano le premesse per la crescita. Ed è così che si tutela la libertà di scelta della famiglia. La Scuola Paritaria e quella Statale sono le due componenti naturali del Sistema di Istruzione pubblica. Forza Italia le sostiene entrambe, per una istruzione pubblica libera, competitiva e di qualità”.

Non del tutto convinto Mauro Parolini del Nuovo Centro Destra, che “Pur apprezzando alcuni aspetti dei nuovi criteri per l’assegnazione della Dote Scuola” sospende il giudizio sulla scelta di utilizzare l’indicatore ISEE fino a quando a giugno non saranno resi noti i risultati del monitoraggio. Parolini condivide il preservare la libertà di scelta dei genitori, ed è soddisfatto dal risultato ottenuto dal suo partito, “Siamo riusciti a far innalzare la fascia di riferimento ISEE sino a 38 mila euro, che potrà garantire l’accesso al Buono Scuola anche a quelle famiglie che con grandi sacrifici stanno comprando o hanno comprato la loro casa” ma, conclude,  “Non comprendiamo e non condividiamo pienamente, l’avere modificato in modo così repentino i parametri di assegnazione di questo strumento. Sarebbe, infatti, stato più opportuno effettuare prima uno studio attento così da avere dati precisi sull’effetto di questa scelta, Il rischio è quello di mettere in difficoltà molte famiglie lombarde che hanno già scelto il percorso educativo dei propri figli”.

Prevedibilmente in disaccordo, Paola Macchi, portavoce del Movimento 5 stelle, “Non pensavamo che gli l’amministrazione regionale potesse arrivare a tanto finanziando con i soldi di tutti i cittadini le famiglie degli studenti che frequentano le scuole paritarie” che conclude rincarando la dose, “E’ una chiara scelta di campo che favorisce la scuola privata sottraendo fondi alla scuola pubblica e discriminando gli studenti che scelgono le scuole di Stato. La nostra indignazione è oltre ogni limite, si parla di contributi fino a duemila euro. In Lombardia l’articolo 33 della Costituzione”.

A nostro parere, fatte salve le comprensibili eccezioni di chi nel NCD vuole attendere i risultati di quanto fatto prima di emettere un giudizio, non vediamo nessun attentato alla costituzione nel garantire a tutti i cittadini la libertà di scegliere in quale scuola mandare i propri figli. Ci sembra anzi che, dietro a certe affermazioni strumentali ci sia solo la volontà di attirare su di se l’attenzione nell’unico modo che conosce chi non ha idee proprie: attaccare quelle altrui.
Oggi in Regione è stato ottenuto un risultato importante, i genitori lombardi davanti a una domanda  fondamentale come quella sulla scuola in cui mandare i propri figli, continueranno a sentirsi rispondere quello che è scritto nel motto dell’iniziativa: “a te la scelta”.

Otello Ruggeri per La Critica