MILANO, MARAN E LA MOBILITA’ INSOSTENIBILE. Il sogno arancione diventato l’incubo dei cilcisti

Uno dei fiori all’occhiello della giunta arancione è sicuramente il lavoro fatto da Pierfrancesco Maran  per rendere la città a misura di ciclisti, ovviamente nel senso che sempre più spesso i poveri utenti delle due ruote si trovano distesi per terra a misurare l’asfalto.

154748661-f90b0956-a968-454b-8ae9-25c4f571a892Capita così di frequente che anche il nostro SuperSindaco Giuliano Pisapia si è trovato a doverne soccorrere uno caduto proprio davanti alla auto. E non siamo noi a dirlo che il fenomeno è in aumento, ma le statistiche e, udite udite, anche il Corriere della Sera e Repubblica che, se pur costretti a dare spazio alla questione per la sua virulenza, pur di non dare la responsabilità all’amministrazione comunale hanno cercato le più improbabili spiegazioni.

Il Corriere ad esempio spiega le numerose (una ogni tre giorni) omissioni di soccorso a danno di ciclisti investiti, con il fatto che molti veicoli non sono assicurati, cosa che induce i conducenti a fuggire, e con il menefreghismo dilagante. Impossibile dare torto all’autore dell’articolo. C’è un problema però: ragionando in questo modo si sposta l’attenzione dal fatto, “l’investimento”, al seguito, “la fuga”.

PRESENTAZIONE NUOVO TRAM ATMChiediamoci piuttosto come mai ci sono così tanti ciclisti in mezzo alla strada quando a questo punto, secondo le promesse elettorali, la città doveva essere percorsa in lungo e in largo da piste ciclabili. Non vogliamo essere strumentali, sappiamo che qualche ciclista per strada ci sarà sempre con il conseguente rischio che qualcuno lo investa e che è impossibile dotare ogni via di una pista, ma questa giunta ha fatto di peggio, ha indotto i ciclisti a percorrere anche vie di grande scorrimento dove prima non si sarebbero mai sognati di passare.

Piste che non offrono nessuna protezione, segnalate solo con una linea gialla, come quella di via Del Regno Italico a Bruzzano, che ha trasformato un’arteria veloce su due corsie in un budello di una corsia e mezzo che confonde gli automobilisti e mette a rischio i ciclisti che un tempo stavano sul marciapiede o passavano nelle piste ciclabili del vicino parco e ora pedalano con le macchine che gli sfrecciano a pochi centimetri. Non è così che si realizza un programma, adottando soluzioni di ripiego quando ci si rende conto di non potere fare quanto ci si era proposti, molto più onesto dire che non ce la si fa.

La questione però non si risolve con l’assenza di piste, il problema di chi va in bicicletta non sono solo gli investimenti, ma soprattutto le cadute (verrebbe da dire grazie a Dio) dovute al disastroso manto stradale cittadino, che trasforma una pedalata in un percorso di guerra fra buche, lavori in corso e chi più ne ha più ne metta. Se ne contano a decine ogni giorno, in buona parte  si risolvono senza gravi conseguenze, ma anche che i cittadini debbano mettere in conto sbucciature e danni alle biciclette a causa della mancata manutenzione delle strade non è cosa di cui questa giunta possa fare un vanto.

Insomma, ne hanno parlato così tanto durante la campagna elettorale, che oramai ci eravamo illusi che dicessero sul serio quando promettevano la mobilità sostenibile,purtroppo il sogno si è infranto contro alla loro insostenibile immobilità.

Otello Ruggeri per La Critica