MILANO, DE CORATO VS CENTRI SOCIALI. Una città dove è più facile occupare piuttosto che parcheggiare

La lotta che oppone, Riccardo De Corato, a chi occupa abusivamente spazi pubblici o privati a spese di tutta la comunità,  ha raggiunto il suo culmine la settimana appena trascorsa. L’ex vice-sindaco non ha lesinato segnalazioni al Prefetto, denunce e interrogazioni, andando a colpire buona parte della galassia degli autonomi che gravita intorno a Milano.

Tutto ha avuto inizio a metà settimana quando, un gruppo di antagonisti hanno protestato con urla e slogan nell’aula di tribunale dove si tiene il processo per i fatti relativi allo sgombero del centro sociale Conchetta del 22 gennaio 2009, costringendo il giudice a fare sgomberare l’aula dalle Forze dell’Ordine.

decoratoL’episodio ha scatenato l’ira di De Corato, che prima ha ricordato quanto accaduto allora, ” Allo sgombero del 2009 seguì una manifestazione nella quale rimase ferito un dirigente del commissariato Garibaldi, venne sottratta merce da un negozio di via Torino, fu impedita la circolazione dei mezzi pubblici in diverse vie, avvennero danneggiamenti e alcuni no-global cercarono di forzare un cordone di polizia” e poi spiegato come stanno le cose adesso, “Gli spazi sgomberati furono presto rioccupati dagli antagonisti che aprirono la serratura con la fiamma ossidrica. Sono ancora lì nonostante oggi si tenga un processo a carico di alcuni di loro e in sfregio all’articolo 633 del codice penale prevede la denuncia d’ufficio in caso di occupazione abusiva di spazi da parte di più di dieci persone. Ma nessuno interviene. Nella Milano di Pisapia i centri sociali si sentono tutelati. Le regole valgono solo per gli altri”.

Il giorno successivo a cadere sotto la sua scure è stato il centro sociale Zam e in particolare il Comune, “La notizia è che il Prefetto Tronca, raccolto l’appello dei residenti, ha preteso che il Comune intervenga per porre fine all’occupazione dell’ex scuola Giulio Cesare vicino a Piazza Vetra dove, una delle zone storicamente più rilevanti di Milano è messa a ferro e fuoco dal popolo della notte e soprattutto dagli antagonisti” ha poi proseguito enfatizzando l’immobilismo della giunta, “L’edificio è pericolante e la stessa De Cesaris, ormai otto fa mesi promise che l’avrebbero liberato velocemente. Poi più nulla. Adesso il Comitato Parco Delle Basiliche insieme ad altre associazioni  annunciano per mercoledì prossimo al cinema San Lorenzo la nascita del Coordinamento Nazionale ‘NO Malamovida” e terminato con l’elenco dei danni: “ Intorno allo Zam, che ha aperto persino un’osteria e una discoteca abusiva, sporcizia, degrado, graffiti sui muri della zona, un chiosco per la rivendita di alcolici e panini che deturpa tutta l’area, un albero secolare abbattuto e l’elenco potrebbe continuare”.

La settimana da passionario di De Corato poteva terminare con questa promessa: “Sono oltre 20 gli spazi occupati abusivamente a Milano. Lunedì in Consiglio comunale riproporrò un’interrogazione per chiedere chiarimenti sullo stabile occupato dallo Zam, sia perché occupato abusivamente sia perché a rischio cedimenti.”, ma non è stato così.

Messo sul chi vive dai bandi presentati dal comune per l’assegnazione di spazi ai privati, ha tenuto a mettere sull’avviso l’amministrazione: “Potranno partecipare ai bandi presentati oggi dal Sindaco, dall’Assessore Tajani e da Cappelli anche coloro che, come Macao, in passato hanno occupato gli spazi dell’ex Ansaldo? Ricordo che costoro entrarono nell’area a settembre 2013 trovando le porte spalancate. Inoltre l’ex Assessore alla Cultura Boeri aveva promesso loro uno spazio all’interno dell’OCA, le Officine Creative Ansaldo di Milano. Mi chiedo se Macao sarà tra i creativi dell’ex Ansaldo anche perché l’attuale Assessore alla Cultura Del Corno ha dichiarato oggi che tutta la vitalità che l’OCA ha espresso nella fase sperimentale tornerà ad animare questa realtà, cioè i 6mila metri quadrati che si affacciano su Via Tortona”.

Insomma, come scritto nel titolo, a Milano è molto più facile essere sanzionati per avere parcheggiato dove la giunta ci ha reso impossibile farlo, piuttosto di subire una condanna per essersi appropriati di uno spazio che non ci appartiene.

Otello Ruggeri per La Critica