STRANIERI: MILANO E LA LOMBARDIA VICINE ALLA SATURAZIONE. I migranti rischiano di diventare manodopera per la criminalità organizzata

Secondo il rapporto: Immigrazione Caritas Migrantes 2013, quasi un quarto (il 23%) degli stranieri presenti nel nostro paese si concentrano in Lombardia, sono quasi un milione quelli che ufficialmente vi risiedono rendendola la regione d’Italia a più alta presenza di stranieri. Di questi, secondo i dati dell’anagrafe (quindi per difetto)  261.412 abitano a Milano costituendo il 19% della popolazione della città.

Quelli che sbarcano nel nostro paese sono convinti che nonostante la crisi economica la nostra regione e il suo capoluogo offrano ancora le maggiori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Purtroppo per loro non è così, il tasso di disoccupazione tra gli stranieri in Lombardia è altissimo e la metà di loro è a rischio povertà. Nonostante questo, cadono inascoltate denunce come quella dell’assessore regionale all’immigrazione, Simona Bordonali, che ha recentemente dichiarato sarebbe necessario frenare gli arrivi prima che la situazione degeneri.

Regione e città sono costrette a subire le conseguenze delle decisioni del governo, che oltre a non attuare un severo controllo sui flussi migratori, ha recentemente votato al Senato l’abrogazione del reato di clandestinità, privando le autorità preposte anche di questo strumento di controllo, cosa che comporterà un aumento esponenziale de clandestini già presenti in Lombardia (90.000) e a Milano (33.).

Ricardo De Corato (FdI) si chiede a ragione: “Di cosa vivranno le migliaia di clandestini presenti a Milano e chi li controllerà?” e perché l’abrogazione se, “Secondo un sondaggio SWG (21-22 gennaio 2014) oltre la metà degli italiani, esattamente il 57 %, è contro l’abolizione del reato di clandestinità”.

Ce lo chiediamo anche a noi. Viviamo in una città dove le autorità non sono nemmeno in grado di contrastare chi imbratta i muri e in cui si respira un impunità diffusa per chi delinque, quanto potrà aggravarsi la situazione sicurezza a Milano quando  la mancanza di occupazione spingerà inevitabilmente i clandestini verso attività illecite.

Non si tratta di razzismo, ma di realismo e istinto di sopravvivenza. Il loro, che  li indurrà a delinquere pur di sopravvivere. La colpa di quanto accadrà sarà di quelli che li hanno gettati in mezzo ad una strada dandogli l’illusione di una vita migliore o che li hanno fatti entrare nel paese per un buonismo di facciata e squallidi calcoli politici, pur sapendo di non potergli offrire mezzi di sussistenza dignitosi.

Come al solito, oltre che loro, a pagare saremo noi, soprattutto i più deboli. I numeri non mentono, non possono essere accusati di odio razziale, sopratutto quando a snocciolarsi è lo stesso rapporto della Caritas di cui sopra. I dati sul rapporto tra immigrazione e criminalità fanno rizzare i capelli in testa, solo per citarne alcuni: il 75 % degli arrestati per furto è straniero, come lo è il 63% di chi è fermato per rapina e il 68% dei denunciati per reati legati agli stupefacenti.

Dati allarmanti che non fanno di noi dei razzisti o qualificano gli stranieri come disonesti, ma rendono assai evidente l’incapacità di quelli che questi fenomeni dovrebbero prevenirli.

Otello Ruggeri per La Critica