IMBRATTATA LA STORICA CASA DI MANZONI. Gli ignoranti agiscono indisturbati grazie alla giunta che latita

Un piccolo avvenimento di cronaca può contenere in se storie molto più grandi. Quello che sto brevemente per raccontarvi, riassume una parte fondamentale di quella di Milano e tutta quella della giunta Pisapia, che grazie a Dio coincidono solo in minima parte.

Un paio di notti fa uno o più deficienti patentati indegni di chiamarsi milanesi, se lo sono, hanno sfregiato con i loro inutili tag la storica residenza di Alessandro Manzoni in via Visconti di Modrone. Probabilmente nella loro ignoranza non sapevano nemmeno che tracciando li i loro scarabocchi da illetterati offendevano la memoria di uno dei massimi autori italiani, che con la sua opera tanto lustro ha dato alla nostra città. Bestie, forse il peggio che gli si può augurare è che rimangano tali per il resto della loro inutile vita.

Un gesto scellerato che rende ancora più evidente l’incapacità della giunta di controllare adeguatamente il  territorio. Cosa che può essere “comprensibile”  quando si tratta delle periferie, ma inaccettabile se si parla di una via situata a pochi Passi da Palazzo Marino. E’ evidente che oramai Pisapia e i suoi, anche fuori dalla porta di casa, sono in grado di intervenire solo a vacca gravida e così hanno fatto.

Questa mattina una squadra del Nuir ha effettuato  un sopralluogo per verificare l’entità delle imbrattature che appaiono sui muri ed stato programmato un intervento di pulitura che sarà effettuato non appena le condizioni del tempo lo consentiranno. Fortunatamente non hanno minacciato di multare i proprietari che non hanno provveduto immediatamente a ripulirlo di tasca propria. La sfrontataggine di chiedere ad altri di pagare per i danni che loro non riescono a prevenire non gli è però mancata. A lanciare l’appello è stata l’assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza: “Auspico che i privati collaborino con il Comune prendendosi cura di edifici come questo che appartengono al patrimonio di Milano.

Appello che probabilmente cadrà nel vuoto, perché oramai anche i più incalliti benefattori si sono stancati di rimediare di tasca loro alle mancanze di un comune che, come a ben descritto Giangiacomo Schiavi del Corriere, “nell’opera di sensibilizzazione e prevenzione si è fermato a metà strada: non riuscendo  a sincronizzare educazione, pulizia e repressione, e a far capire che insozzare un muro è un delitto”.

Otello Ruggeri per La Critica