INTERVISTA AD ALESSANDRO CATTANEO: IL SINDACO PIU’ AMATO D’ITALIA. “Meno risorse, più idee: vi racconto la mia Pavia”

Alessandro Cattaneo, 35 anni, ingegnere elettronico, ha più volte dichiarato che è sua intenzione pensare solo alla sua città, e farlo gli è fruttato la soddisfazione di incassare la vittoria nel sondaggio Governance Poll 2013 come sindaco più amato dagli italiani. Il 68% per cento dei suoi concittadini si è detto disposto a votarlo, il 13,6% in più rispetto al risultato raccolto nelle urne nel 2009.

Anche se per il momento Cattaneo è concentrato solo sull’imminente campagna elettorale per il rinnovo del Comune di Pavia, dove tiene particolarmente ad essere riconfermato Sindaco, sono in molti che lo vedono proiettato su scenari più importanti. Magari come candidato alle elezioni europee nelle liste di Forza Italia o addirittura alle prossime politiche.

Un personaggio sicuramente interessante che abbiamo voluto conoscere meglio facendogli qualche domanda:

l43-alessandro-cattaneo-sindaco-110929091524_bigBuongiorno Sindaco Cattaneo, in un recente sondaggio de  “Il Sole 24 Ore” è stato proclamato il primo cittadino più amato d’Italia. Cos’ha provato nell’apprenderlo?

“Senza dubbio soddisfazione, soprattutto perché è un giudizio dei miei cittadini su quanto è stato fatto a Pavia in questi anni. Il Sole 24 Ore, poi, è garanzia di serietà e credibilità, anche se non smetterò mai di ripetere che il vero sondaggio è quello del 25 maggio alle elezioni amministrative”.

Qual è il segreto del suo successo, quali ritiene siano i provvedimenti più apprezzati dai suoi amministrati e le cose che sono felici non abbia fatto?

piazza_della_vittoria,_pavia“Innanzitutto la presenza e la disponibilità, che oggi sono valori tutt’altro che scontati. Anzi, in un momento in cui la politica gode di poco favore da parte dei cittadini, fare il sindaco significa stare quotidianamente a contatto con la gente, mettendoci la faccia anche quando le risorse o gli strumenti per incidere non ci sono. Credo che i cittadini di Pavia apprezzino il coraggio con cui, nonostante tante difficoltà, abbiamo ottenuto risultati importanti, dalle piccole alle grandi cose: raccolta differenziata porta a porta, infrastrutture delle strade, rifacimenti di diverse piazze, piste ciclabili, valorizzazione del Castello Visconteo, mostre che hanno richiamato turisti in numeri mai registrati a Pavia…”.

C’è qualche decisione che avrebbe preferito non prendere e qualche cosa che rimpiange di non essere ancora riuscito a fare?

“Certo, le cose fatto sono tante ma le sfide alle porte sono altrettante: ci sono per esempio le aree dismesse della città la cui riqualificazione deve partire dopo l’approvazione del Piano di Governo del Territorio oppure c’è un sistema turistico-recettivo che ha fatto passi da gigante e deve realizzarsi sempre di più con Expo 2015. Decisioni da non prendere? Beh, dico sempre che la buona politica è fatta anche di amministratori che sappiano dire dei no: il cittadino, nonostante le difficoltà del momento, alla fine apprezza chi dà quello che si può dare senza promesse fantascientifiche quanto inutili”.

Il nostro giornale è praticamente una start-up, metà di quelli che ci scrivono hanno meno di venticinque anni e sono equamente divisi fra uomini e donne. Cosa sta facendo la sua amministrazione per i giovani, le quote rosa, ma più in generale per tutte le categorie deboli come possono esserlo anche gli anziani?

download“Se si parla di start-up mi viene in mente un altro risultato importantissimo di questi 4 anni e mezzo, ovvero il Polo Tecnologico che Pavia aspettava da oltre vent’anni, luogo di lavoro e incontro per più di 200 giovani neolaureati della città. E poi gli autobus praticamente gratis, solo 13 euro all’anno, per tutti gli studenti grazie ad una convenzione con l’Università, i luoghi più belli della città come il Castello o il Ponte Vecchio finalmente concessi ai giovani per momenti di aggregazione e partecipazione. Pavia è città a misura d’uomo, in cui le diverse categorie, anche quelle deboli, trovano una propria dimensione ideale: per fare un esempio, da una parte c’è un’Università di eccellenza mondiale, dall’altra un polo sanitario di primaria importanza. La sfida è una Pavia sempre più città della qualità”.

Che programmi ha per la città da qui a fine mandato e – so che è prematuro – intende ricandidarsi?

“Certo, mi ricandiderò perché i tanti risultati ottimi ottenuti  in questi anni meritano di essere rilanciati e portati avanti. Ci sono tante cose da fare ancora e c’è ancora tanta voglia di fare. Non credo nelle bacchette magiche, credo nel lavoro e nella crescita: grazie a tanto lavoro Pavia è cresciuta in questi anni e vogliamo farla crescere sempre di più”.

formattiamoloOggi siamo qui per parlare di lei nel ruolo di Sindaco quindi le farò una sola domanda di carattere politico. E’ stato più volte indicato come il “Renzi” del centrodestra, l’asso nella manica per rilanciare il partito, e lei col suo movimento dei “Formattatori” è sembrato trovarsi a suo agio in questo ruolo. Crede di poter giocare da protagonista nel futuro di Forza Italia? Crede che anche la classe dirigente di Forza Italia attuale vada “formattata”?

“Credo che il popolo di centro destra in Italia sia maggioranza, semplicemente dobbiamo fornirgli risposte e punti di riferimento. Renzi? Alcune cose ci accomunano, siamo per esempio entrambi giovani sindaci, altre cose ci dividono. Io, insieme ai tanti amici che credono in un progetto, voglio essere una risorsa per il centro destra”.

Per concludere dia un consiglio ai suoi colleghi sindaci, molti ne hanno davvero bisogno.

“Più che di consigli, i colleghi sindaci hanno bisogno di risorse e strumenti per governare i territori. Anzi, credo che proprio i sindaci possano dare tanti consigli a chi amministra a piani più alti”.

Vuole aggiungere qualche cosa?

“Mi piace molto il motto ‘meno risorse, più idee’, credo sia il riassunto più pragmatico ed esaustivo di questi 4 anni e mezzo di governo di Pavia. E penso che dovrebbe essere il motto della politica tutta al giorno d’oggi”.

Se piace a lei, piace anche a noi, l’importate è che le idee siano buone come quelle che le hanno permesso di amministrare così bene Pavia, le stesse che vorremmo avessero tanti altri suoi colleghi. Grazie per il tempo che ci ha dedicato, complimenti per quanto ha fatto fino ad oggi e buona fortuna per gli impegni che l’attendono in futuro.

Otello Ruggeri per La Critica