RENZI E BERLUSCONI, QUESTO PATTO NON S’HA DA FARE. Chi rema contro a loro e al bene del paese?

Qualche riflessione di ordine politico e pratico sui risultati dell’incontro fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi va fatta. La prima e più scontata è che se l’accordo c’è ed è reale, per la prima volta dal 1946 a oggi, il parlamento è nelle condizioni di varare una legge elettorale seria e di modificare  l’assetto istituzionale per renderlo più moderno, leggero e meno costoso contando sul sostegno di un ampia maggioranza politica. Se entrambe le cose fossero ben fatte il paese non potrebbe che trarne giovamento.

Ovviamente c’è anche chi rema contro, perché a causa di questo “patto” rischia di perdere molto e chi cercherà di mettere i bastoni fra le ruote ai leader del PD e di Forza Italia per motivi ideologici. A rimetterci saranno prima di tutto i partiti minori che con quella che si suppone sarà la nuova legge elettorale rischieranno di rimanere fuori dai giochi politici nazionali, uno su tutti: il Nuovo Centro Destra, a riprova che come sempre accade, il tradimento non paga.

COMBO BERLUSCONI RENZINonostante Angelino Alfano abbia già detto la sua, minacciando sfaceli nel caso non fosse consultato, o si assumessero decisioni a lui sgradire, se ha un minimo di visione politica (qualche dubbio c’è viste le ultime scelte) sa benissimo di non potere fare più nulla, perché anche se tentasse di fare cadere il governo, i parlamentari di Forza Italia sarebbero pronti a sostituirsi ai suoi nel farlo. A  lui e a quelli che lo hanno imprudentemente seguito, non resta che mettersi in saccoccia quel  3/4%  di consensi che hanno, versare a qualche lacrima su una carriera politica gettata alle ortiche e rassegnarsi a terminarla insieme a Fini andando a parlare di quello che è stato in qualche sperduta sala di periferia.

COMBO BERLUSCONI RENZIPiù preoccupante è quanto potrebbero fare i dissidenti di sinistra, che risiedendo in  parte nel PD  sono i più pericolosi. A loro disposizione hanno due armi,  la prima è la stessa spuntata di cui abbiamo detto sopra, che probabilmente non tenteranno nemmeno di usare poiché, sanno quale sarebbe la reazione che incontrerebbero e non hanno  nessuna intenzione di fare la stessa fine deglialfaniani. La seconda invece è più sottile: potrebbero continuare ad appoggiare Renzi nel corso delle votazioni sulle riforme, tentando contemporaneamente di fare anteporre, o inserire fra esse, il voto su qualche legge inaccettabile per il centrodestra, lo ius soli ad esempio.

Se ci riuscissero c’è un consistente rischio che il banco salti, o che il progetto iniziale ne esca fortemente ridimensionato. Non resta che sperare nel buon senso, se per una volta prevalesse sugli interessi di botteghino e le antipatie personali  forse questo paese potrebbe finalmente fare un salto avanti di qualche decennio e prendere la via più breve per uscire dalla crisi economica.

Otello Ruggeri La Critica