MILANO, CAMPO DI VIA LOMBROSO. L’opposizione accusa: “non integra nessuno è solo uno spreco di denaro”

Ieri sono stati molti ieri i motivi di scontro fra giunta e opposizione, uno di questi sono stati i risultati del sopralluogo svolto dai componenti della commissione sicurezza al centro di emergenza per i nomadi in via Lombroso, che hanno scatenato un vero e proprio fuoco di fila contro la giunta che l’ha fortemente voluto.

Il primo a puntare il dito è stato Igor Iezzi, segretario provinciale della Lega Nord, che lo ha definito: “L’ennesimo sfacelo della giunta guidata da Giuliano Pisapia. Soldi letteralmente buttati al vento” non si è però fermato alla sola questione economica, lamentando anche la mancata applicazione dei protocolli di “inserimento” a suo tempo prospettati dall’amministrazione, “Ci sono bambini in età scolare che dopo mesi ancora non sono stati inseriti nelle strutture scolastiche, uomini in età lavorativa che stazionano nel campo dediti solo, a quanto ci è stato comunicato, alla questa, percorsi di inserimento lavorativo assolutamente fallimentari. “ indignandosi in particolare per la situazione igienico sanitaria in cui versano gli ospiti del campo, !C’è anche qualcosa di più grave., un nomade ha raccontato la storia di suo figlio, ammalato, lasciato senza cure mediche con i gestori del campo all’oscuro di tutto”.

Sulla stessa linea Marco Osnato, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino, che ha accusato la giunta di non avere garantito il diritto allo studio ai bambini “Ci sono in tutto circa 60 bambini in via Lombroso, oggi abbiamo appreso che a quelli in età scolare, non sono stati ancora inseriti in nessun istituto e in una mattina in cui avrebbero dovuto essere in una classe, li abbiamo trovati in via Lombroso.” Per poi concludere accusando di incapacità la giunta, “Ci e’ stato riferito di generiche difficoltà di inserimento nelle scuole senza specificare quali. Visto che spetta al il Comune garantire il rispetto dell’obbligo scolastico è evidente che, o non attua le politiche di integrazione o non sa organizzare le scuole”. Uguali le argomentazioni di Marcovalerio Bove, consigliere del NCD, “Sono moltissimi i bambini presenti nel centro, che non vanno a scuola e solo 5 su 280 gli adulti hanno accettato un percorso di inserimento nel mondo del lavoro.” concludendo con lo stigmatizzare come passare da via Lombroso non porti affatto i nomadi ad inserirsi nella società, “Sono solo tre i nuclei familiari che, da quando esiste il centro, hanno trovato una sistemazione diversa da quella di un altro centro di assistenza”.

Dalla maggioranza solo risposte poco convincenti, fatte di sarcasmo qualche giustificazione, ma che nella sostanza non contengono né giustificazioni allo stato in cui versa il campo né la prospettiva che i problemi siano risolti a breve. Mirko Mazzali, finalmente libero dalla polemica senza fine che lo oppone a Riccardo De Corato, ha dichiarato: “L’opposizione è sacrosanta , ma la strumentalizzazione dei dati non fa onore a chi la opera . E’ stato spiegato che le persone presenti provenivano dallo sgombero di via Brunetti di fine Novembre e che il percorso di inserimento scolastico dei bambini necessita di tempo….nessuno ha la bacchetta magica . Non è vero che solo 5 persone hanno accettato di lavorare, non è vero che sia stato detto che vivono di elemosine o di reati.”. Ci piacerebbe credergli, ma saremmo più propensi a farlo se accompagnasse le prospettive future con dati e scadenze, invece che limitarsi a contestare quelli altrui. Ha poi concluso con un affermazione paradossale. “Non si può contemporaneamente lamentare che investiamo soldi nell’integrazione e poi che ci siano poche persone integrate. La polemica gratuita sulla pelle delle persone non è piacevole”.

Ci si può lamentare eccome. Nessuno lo farebbe se il comune investisse in un operazione di successo, è lo spreco derivante dallo spendere senza ottenere risultati che risulta intollerabile, purtroppo la polemica non è affatto gratuita, ha un costo ben preciso e documentato che pesa sulle spalle dei contribuenti milanesi.

Otello Ruggeri La Critica