MILANO, PROPRIETARI IMBRATTATI E MAZZIATI. La giunta sconfitta dai graffittari, ma sono gli altri a pagare

Il nuovo regolamento edilizio in discussione a Palazzo Marino presenta ogni giorno delle nuove sorprese per i proprietari di immobili, ovviamente sono tutte negative. Fra queste vi è l’obbligo di ripulire le facciate previsto all’articolo 11 del documento. Un obbligo, che l’amministrazione comunale vistasi sconfitta nella battaglia che la oppone ai graffitari, ha deciso di fare ricadere sulle spalle dei padroni degli edifici.

La norma che cita: …i proprietari hanno l’obbligo di mantenere le costruzioni in condizioni di agibilità, di decoro, di idoneità igienica e di sicurezza socio ambientale, assicurando tutti i necessari interventi. In essa non si tiene in nessun conto che i privati dovranno sostenere delle spese dovute all’incapacità del comune di controllare il fenomeno, anche attraverso a deterrenti come potrebbero esserlo pene pecuniarie o detentive certe e severe per chi viene colto a imbrattare un muro.

Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici,  lamenta che, “Si obbligano i proprietari a pagare le spese della pulizia. Ma il ruolo del pubblico dovrebbe essere quello di prevenire, di impedire che ciò avvenga” suggerisce anche qualche soluzione, “Basterebbe vietare la detenzione e l’uso dei bombolette spray durante i cortei, modificare in parte i percorsi delle manifestazioni: ci sono vie che vengono letteralmente martoriate perché teatro di ogni corteo” concludendo, “I cittadini devono essere costretti a sborsare migliaia di euro per le mancanze del Comune? Il pubblico dovrebbe sollevare dal danno i privati e invece si scarica su di loro quello che dovrebbe essere pagato dalla collettività”.

Ripulire una facciata costa fra i 30 e 50 euro al metro quadro, costo che potrebbe rivelarsi insostenibile per quegli amministratori costretti a fare ripulire le facciate una settimana si e l’altra pure, e che ora devono anche affrontare il problema delle nuove vernici più aggressive o modificate con il catrame per renderle indelebili.

Vi è poi da considerare la poca chiarezza con cui il solo termine “decoro” definisce se una facciata è da ripulire o meno e a chi spetterà stabilirlo. Secondo  vicesindaco Ada Lucia De Cesaris anche una facciata sporca a causa del tempo che passa è indecorosa e dovrà essere ripulita.  Purtroppo è proprio lo stato in cui si trovano buona parte dei palazzi storici milanesi che traggono il loro fascino proprio dalla patina depositatasi nei secoli sulle facciate, speriamo non sia intenzione dell’amministrazione  farli tornare a risplendere come un palazzo edificato da pochi giorni. La solita confusione insomma, una norma ingiusta e incerta che trova nell’obbligo per i proprietari di adottare accorgimenti tecnici tali da impedire la posa e la nidificazione dei piccioni un’altra fonte di spesa a carico dei privati, la sua nota stonata finale.

L’opposizione promette battaglia, sostenendo che sia solo l’ennesimo tentativo di mettere le mani sulle proprietà dei privati, anche grazie alle multe che saranno comminate a chi non ottempererà all’obbligo di ripulire. Riccardo De Corato ricorda, “Toccherebbe al Comune ripulire i muri quando si tratta di immobili sottoposti a vincolo. I palazzi che superano i 50 anni costituiscono il patrimonio storico-architettonico della città: è l’ente pubblico che deve provvedere alla rimozione dei graffiti”.

Purtroppo, vista l’abitudine della giunta di procedere a colpi di maggioranza  senza dare spazio al contraddittorio, a Lega, Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia, non resterà altro da fare che percorrere la via legale rivolgendosi al TAR per fare modificare sia l’articolo che riguarda la manutenzione delle costruzioni sia quello che riguarda gli edifici dismessi da espropriare.

Otello Ruggeri per La Critica