MILANO, INIZIANO I SALDI. Speranze, qualche segnale positivo e De Corato attacca la giunta

Dopo il – per nulla inatteso – calo delle vendite verificatosi nel periodo prenatalizio, i commercianti milanesi, soprattutto quelli del centro cittadino, sperano nei saldi per riuscire a recuperare parte dei mancati guadagni delle scorse settimane.
A Milano le vendite promozionali sono iniziati ieri, le vetrine dei negozi si sono subito riempite di cartelli con prezzi scontati dal 30 al 70% nonostante varie associazioni di categoria avessero sconsigliato di andare oltre il 50% per rendere i ribassi più credibili evitando di fare pensare agli acquirenti di avere a che fare con dei fondi di magazzino. Purtroppo, l’esigenza di fare cassa conseguente alla crisi e alcuni provvedimenti della giunta che hanno tenuto i compratori lontani da alcune zone della città, hanno indotto molti a non ascoltare il consiglio e già da ieri mattina – ad esempio – in Buenos Aires si vedevano sconti del 40-50% al posto del 20-30 degli anni scorsi.

saldi 2La “fame” di incassi aveva fatto si che nei giorni scorsi nascessero delle polemiche sulle vendite promozionali e gli sconti per i soli soci adottati da molti esercizi commerciali. Di si trattava di pre-saldi che, se da un lato potevano essere visti come concorrenza sleale ed essere sanzionabili dalla legge, dall’alto fanno comprendere quanto sia pressante per alcuni l’esigenza di recuperare se molti negozianti sono stati disposti a correre qualche rischio pur di ottenere lo scopo. E’ forse eccessivo – anche se veritiero – il giudizio di Federmoda è stata molto severa nel bollare questo genere di comportamenti, probabilmente nell’enfatizzarli, non ha considerato che la discesa dello spred sotto i 200 punti base è un segno di ripresa solo nella testa di Letta, non certo nelle asfittiche casse dei commercianti milanesi.

Federconsumo però non si limita solo a puntare il dito, fa anche previsioni su quello che potrebbe essere l’andamento dei saldi. La stima definita “prudente” è di circa 442 milioni di euro di acquisti in città, circa il 45 in meno di quanto avvenuto l’anno scorso, anche se trapela un certo ottimismo sulla possibilità che le cose vadano meglio. Ottimismo su cui i commercianti – se pur speranzosi – preferiscono non fare affidamento cercando ognuno la strategia migliore per ottenere buoni risultati. In molti contano sulla valorizzazione delle specificità, capi made in Italy a prezzi vantaggiosi ad esempio e cercando di fare rete con i negozi di vicinato.

saldi 3Quelli che come al solito rischiano di restare fuori dai giochi sono i negozi di periferia. In molti si lamentano per l’annunciato, ma disatteso  avvio dei DUC (Distretti Urbani del Commercio) che avrebbe contribuito a rilanciare il commercio locale. Purtroppo sono molti i progetti che sono stati annunciati per Milano, ma non hanno mai lasciato i nastri di partenza. Paradossalmente anche in centro esiste il problema dei negozi situati nelle vie meno frequentate, questi (almeno si spera) possono contare sui turisti stranieri abituati a esplorare ogni anfratto della città in cerca di curiosità, prospettiva che non deve essere stata sufficiente a rassicurare gli esercenti poiché molti hanno deciso di fare sconti fino al 50% proprio come accaduto in corso Buenos Aires.

Verso sera sono arrivate le prime notizie sull’andamento della giornata che a quanto pare sembra abbia dato buoni risultati, il primo a commentarle è stato l’ex vice sindaco Riccardo De Corato, che ovviamente non ha trattenuto qualche considerazione sulla giunta, “”I saldi sembrano partiti con il piede giusto e si registra una buona affluenza nei grandi magazzini così come nei negozi del Quadrilatero. I commercianti hanno tenuto duro nonostante la crisi e soprattutto la valanga di tasse della Giunta Pisapia, tasse che si sono aggiunte a quelle del Governo, mentre solo la Regione non ha stangato i cittadini evitando ogni genere di rincaro.” per poi concludere, “Gli esercizi commerciali milanesi hanno sofferto molto come dimostrano le chiusure che si sono succedute a un ritmo allucinante. Certo la disastrosa manovra di bilancio della Giunta Pisapia, con una mazzata sulle attività commerciali milanesi non aiuta. Si deve assolutamente invertire la rotta per rilanciare l’economia cittadina: meno tasse, più dialogo con i commercianti e le attività produttive. Ma Pisapia finora è stato sordo a grido d’allarme”.

Otello Ruggeri per La Critica